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Innovazione e concorrenza nei mercati delle telecomunicazioni. La separazione delle reti Telecom.

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11 altri settori, come quello delle biotecnologie23, i programmi aziendali di ricerca e sviluppo sono maggiormente approfonditi. Grazie ad essi, si analizzano gli specifici obiettivi futuri delle aziende, senza utilizzare esclusivamente categorie e tecniche giuridiche preesistenti all’ individuazione del nuovo prodotto24. 23 Il notevole potenziale economico sotteso alle biotecnologie ha fatto sì che la Comunità europea e gli Stati membri si siano dotati sin dalla metà degli anni ’80 di strumenti specifici, soprattutto di natura finanziaria, volti allo sviluppo del settore. Ci si riferisce in particolare ai Programmi Quadro di ricerca e sviluppo tecnologico, di durata settennale, di cui l’attuale è il VII PQ (2007-2013) e ai precedenti: Programma pluriennale di azione nel settore della biotecnologia, relativo al periodo 1985-1989; Primo programma di azione pluriennale (1988-1993) di ricerca agroindustriale e di sviluppo tecnologico basato sulla biotecnologia (ECLAIR, European Collaborative Linkage of Agriculture and Industry through Research); Programmi specifici di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione nel settore delle biotecnologie, relativi ai quadrienni 1990-1994 e 1994-1998; Programma specifico sulla qualità della vita e la gestione delle risorse biologiche adottato sulla base del V Programma-quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico, valido per il quadriennio 1999-2002; Programma specifico di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione «Integrare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca» adottato sulla base del VI Programma-quadro comunitario di ricerca e sviluppo tecnologico. Sul piano normativo, la direttiva n. 98/44 in materia di protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche ha disciplinato gli aspetti commerciali delle biotecnologie nell’ottica dell’armonizzazione delle normative interne dei Paesi membri e del mercato. Un rilievo significativo rivestono anche gli orientamenti di natura politica della Comunità, contenuti nella comunicazione della Commissione europea del gennaio 2002: «Scienze della vita e biotecnologia. Una strategia per l’Europa», che traccia le linee guida di una politica “responsabile” in questo ambito, che tenga conto non solo degli sviluppi necessari e delle potenzialità delle biotecnologie ma anche dei rischi e dell’impatto sociale ed etico delle stesse. La revisione intermedia di tale strategia, contenuta nella successiva comunicazione della Commissione dell’aprile 2007, mette in risalto le potenzialità per il mercato comunitario degli ulteriori sviluppi tecnologici nel settore delle biotecnologie. Tutti gli atti citati sono reperibili sul portale dell’Unione europea, all’indirizzo: www.europa.eu. Vastissima è la bibliografia nazionale e straniera in materia. Si veda, tra gli altri, F.FRANCIONI, T. SCOVAZZI, Biotechnology and International Law, Hart Publishing, Oxford and Portland, Oregon, 2006; AA.VV., Bioetica e biotecnologie nel diritto internazionale e comunitario (a cura di Nerina Boschiero), Torino, 2006; P. D’ADDINO SERRAVALLE, Questioni biotecnologiche e soluzioni normative, Napoli, 2003; M.BENOZZO e F.BRUNO, La disciplina delle biotecnologie tra diritto europeo e diritto statunitense, in Dir. e giur. agr. e ambiente, 2006, 709 ss.; V.DAGOSTINO, Problemi degli investimenti in venture capital con particolare riferimento al settore delle biotecnologie, in Economia e dir. del terziario, 2006, 625 e ss.; G. AGLIALORO, Il diritto delle biotecnologie - Dagli accordi Trips alla direttiva n. 98/44, Torino, 2005; S.MARCHISIO, L’attuazione in Italia della direttiva sulla brevettabilità delle biotecnologie, in Ordine internazionale e valori etici, Atti del VIII Convegno della Società Italiana di Diritto Internazionale – Verona 26-27 giugno 2003, Napoli, 2003, p. 440 ss.; V. DI CATALDO, Biotecnologie e diritto. Verso un nuovo diritto, e verso un nuovo diritto dei brevetti, in Studi di diritto industriale in onore di Adriano Vanzetti. Proprietà intellettuale e concorrenza, Tomo I, Milano, 2004, p. 443 ss.; V. DI CATALDO, Biotecnologie e brevetti: un complesso di regole già pronto o un sistema da inventare?, in AA.VV., Bioetica e biotecnologie nel diritto internazionale e comunitario (a cura di Nerina Boschiero), Torino, 2006, p. 311 e ss.; V. DI CATALDO, E. AREZZO, Scope Of The Patent And Uses Of The Product In the European Biotechnology Directive, in Italian Intellectual Property, Yearbook 2006, Milano, 2007, p. 11 ss. 24 Il problema della qualificazione di un prodotto come “innovativo” assume particolare rilievo in settori a rapido sviluppo tecnologico come quello farmaceutico. Significativo al riguardo è il caso Glaxo, oggetto di un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea da parte della High Court of Justice britannica. La questione riguardava l’interpretazione della nozione di “specialità medicinali essenzialmente simili” ad un medicinale autorizzato, contenuta nella direttiva del Consiglio del 26 gennaio 1965, n. 65/65 in materia di specialità medicinali, ai fini del ricorso alla procedura abbreviata di autorizzazione all’immissione in commercio. A fronte dell’assenza di una definizione di tale nozione nella direttiva citata e/o di criteri idonei a definirla, la Corte prese in esame la Guida della Commissione europea sulla regolamentazione dei medicinali nell’Unione europea (The rules governing medicinal products in the European Union, Eudralex, volume 3C,
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Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Santoro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gustavo Olivieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

FAQ

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