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L'autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali

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consistente attribuzione, all'autonomia regionale di imporre e disporre di tributi su determinati cespiti ad esse imputati, riconoscendo loro solo garantito il diritto di ottenere il gettito di alcune imposte statali (articolo 1, l. n. 281/1970)(1), e di modificare l'aliquota (articolo 5 l. n. 281/1970)(2). Tendenzialmente, secondo tale sistema le Regioni godevano di mezzi finanziari individuati e quantificati dallo Stato come tributi propri, quote di tributi erariali, contributi speciali, oltre a fondi vincolati nella destinazione. Nella stesura della tesi verranno considerate altre importanti disposizioni legislative che negli anni hanno modificato il quadro iniziale della finanza regionale impresso dalla legge n. 281 del 1970; la trattazione delle fonti di finanziamento regionale in questo primo capitolo è suddivisa in due parti, fino al 1996 e dopo il 1996, perché il 1996 fu l'anno in cui iniziò ad aprirsi il processo di riforma (attraverso le suddette leggi che ne disegnarono il cammino), con l'intento di attuare realmente l'autonomia tributaria delle Regioni riducendo i trasferimenti erariali alle stesse e sostituendoli invece con vere e proprie entrate da loro gestite ed attribuite nel gettito. Prima di esaminare tali innovazioni legislative, si procede ad una lettura delle disposizioni contenute nella vecchia formulazione dell'articolo 119 della Costituzione continuando poi con la trattazione delle fonti tributarie regionali. _________________________ (1) Articolo 1 l. n. 281/1970: Entrate tributarie. Alle Regioni sono attribuiti i seguenti tributi propri: a) imposta sulle concessioni statali dei beni del demanio e del patrimonio indisponibile; b) tassa sulle concessioni regionali; c) tassa di circolazione; d) tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche. Alle Regioni è attribuito il gettito delle imposte erariali sul reddito dominicale e agrario dei terreni e sul reddito dei fabbricati. All'entrata in vigore dei provvedimenti di attuazione della riforma tributaria, il gettito di tale imposta sarà sostituito da una quota del gettito derivante da un'imposta corrispondente d'importo non inferiore al gettito dell'ultimo anno di applicazione delle imposte fondiarie. Alle Regioni sono altresì attribuite quote del gettito di tributi erariali mediante la costituzione di apposito fondo comune. (2) Articolo 5 l. n. 281/1970: Tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche. La tassa per l'occupazione di spazi ed aree si applica alle occupazioni di spazi ed aree pubbliche appartenenti alle Regioni ed è disciplinata, per quanto non disposto dalla presente legge, dalle norme dello Stato che regolano l'analogo tributo provinciale. Le Regioni determinano l'ammontare delle tasse in misura non superiore al 150 per cento e non inferiore al 50 per cento di quella prevista dalle norme dello Stato per le corrispondenti occupazioni degli spazi e delle aree appartenenti alle province. All'accertamento, liquidazione e riscossione della tassa provvedono, per conto delle Regioni, gli uffici competenti ad eseguire le dette operazioni per l'analogo tributo provinciale. 7
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L'autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Laura Olmo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: diritto regionale e degli enti locali
  Relatore: Gloria Marchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 335

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Parole chiave

autonomia tributaria
regioni ed enti locali
legge n 42 del 5 maggio 2009
costituzione
sviluppo
federalismo
patto di stabilità
legge bassanini
finanza regionale
legge costituzionale n. 2/2001
regioni a statuto speciale
articolo 119 della costituzione
legge n. 142-1990
programmi regionali
legge n. 549/1995
legge n. 662/1996
d.lgs. n. 446/1997
legge n. 133/1999
d.lgs. n. 56/2000
finanziamenti comunità europea
legge n. 421/1992
d.lgs. n. 504/1992
d.lgs. n. 267/2000
decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85

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