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L'autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali

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La perequazione di cui si discorre era fondamentalmente connessa alle esigenze, alle necessità delle Regioni in adempimento delle loro normali attività e funzioni, e quindi alle spese da sostenere per poterle concretamente svolgere. I proventi delle quote di tributi erariali venivano accantonati in questo fondo da ripartire equamente tra le Regioni in modo che ognuna di esse avesse assicurato tanto l'ammontare delle proprie entrate quanto la quota del fondo destinati a garantire la copertura delle spese inerenti il soddisfacimento dei loro «bisogni»; ma come venivano misurati tali «bisogni» per poter poi correttamente ed equamente elargire alle Regioni le somme destinate a finanziarne, a sovvenzionarne le «funzioni normali»? Attraverso l'utilizzo di tradizionali indici (nota (3) art. 8 l. n. 281/1970 nella parte in cui si disponeva circa la ripartizione del fondo comune tra le Regioni a statuto ordinario con decreto del Ministero del tesoro di concerto con quello per le finanze) applicati alle Regioni medesime, quali: la popolazione residente, la superficie territoriale, il disagio economico nel quale ambito si considerano il tasso di disoccupazione, il tasso di emigrazione, il reddito per abitante (e quindi il livello pro- capite dell'Irpef) ed infine l'indicatore afferente la spesa storica statale distribuita a livello regionale e correlata alle funzioni amministrative statali trasferite alle Regioni tramite i decreti legislativi del gennaio 1972 che trovarono il loro fondamento normativo nell'articolo 17 della legge n. 281 del 1970 operante come disposizione di «Delega al Governo per il passaggio delle funzioni e del personale statali alle Regioni». Lo Stato con legge assegnava a singole Regioni anche dei «contributi speciali per provvedere a scopi determinati, e particolarmente per valorizzare il Mezzogiorno e le Isole» (comma 3 vecchio articolo 119 della Cost.); i contributi speciali erano un'ulteriore categoria di interventi finanziari statali verso l'ente regionale che però mai vennero applicati a livello legislativo e tanto meno inseriti in qualche programma di intervento per il Mezzogiorno e le Isole. I contributi speciali potevano essere considerati affini ai contributi di scopo che venivano concessi dallo Stato alle Regioni per il conseguimento di determinati obiettivi individuati dal legislatore ordinario; nel programma del contributo di scopo oltre all'assegnazione di risorse finanziarie era presente anche un elenco di condizioni, indicazioni, termini, vincoli normativi, per il suo corretto utilizzo. Il contributo aveva lo scopo di finanziare un 11
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L'autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Laura Olmo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: diritto regionale e degli enti locali
  Relatore: Gloria Marchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 335

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Parole chiave

autonomia tributaria
regioni ed enti locali
legge n 42 del 5 maggio 2009
costituzione
sviluppo
federalismo
patto di stabilità
legge bassanini
finanza regionale
legge costituzionale n. 2/2001
regioni a statuto speciale
articolo 119 della costituzione
legge n. 142-1990
programmi regionali
legge n. 549/1995
legge n. 662/1996
d.lgs. n. 446/1997
legge n. 133/1999
d.lgs. n. 56/2000
finanziamenti comunità europea
legge n. 421/1992
d.lgs. n. 504/1992
d.lgs. n. 267/2000
decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85

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