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L'azione sociale ambientalmente corretta: il caso della separazione dei rifiuti a Lipsia ed a Trento

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7 sarebbe frutto di puro arbitrio” 15 Per cui “ogni decisione sensata presuppone delle preferenze ma allo stesso modo anche ogni processo di apprendimento dall’esperienza presuppone ipotesi ed aspettative antecedenti, senza che si possa affermare che le esperienze possano sempre e solo confermare i nostri pre-giudizi e mai rappresentare uno stimolo a modificarli” 16 . Accade con le nostre preferenze e fini ciò che accade per le teorie scientifiche: le esperienze, particolarmente se anomale in base alle ipotesi comunemente accettate, possono essere occasione per decidere di cambiare teoria come per decidere di mantenerla spiegando l’anomalia con l’aggiunta di nuove proposizioni oppure addebitandola ad errori di misurazione o osservazione. E’ pertanto abbastanza riduttivo pensare esistano esperimenti cruciali e, allo stesso modo, esperienze assiologiche che obblighino l’agente razionale a scegliere una determinata alternativa, annullando di fatto la sua libertà di volere. Vi è invece un continuo confronto razionale tra ipotesi, sia scientifiche che assiologiche 17 , considerate valide, per eredità biologica, culturale, sociale o per decisione, ed esperienze che hanno un significato di per se stesse ed in relazione alle condizioni già date 18 . “Non c’è dunque una libertà del volere illimitata, c’è però la possibilità, nel quadro di certe alternative pre-date, di scegliere propri fini e di sviluppare proprie idee assiologiche. Le nostre preferenze non dipendono né solamente da inclinazioni innate e da idee assiologiche apprese, né dalla nostra esperienza assiologica, bensì sono anche prodotto di una serie di decisioni, ognuna delle quali presuppone già preferenze, ma le può anche modificare.” 19 Solitamente quando si parla di azioni si intendono azioni intenzionali, cioè quelle nelle quali l’attore persegue un determinato fine. Azioni intenzionali sono tutte le azioni razionali, anche se non sempre si può ad esse riferire un fine specifico se non quello di ottenere con la scelta dell’alternativa ottimale il risultato migliore per se stessi. Ogni azione ha i presupposti minimi per poter essere compresa razionalmente, nel senso soggettivo in cui definiamo questo concetto, che comprende, con difficoltà crescenti per quanto riguarda i motivi tradizionale ed 15 L’arbitrarietà della decisione implica l’impossibilità si spiegare l’azione in termini razionali riducendo ogni comprensione alla ricerca di modelli stocastici di rappresentazione idonei o, come più di frequente accade, con discutibile guadagno, all’adattare il comportamento umano a modelli matematici tramite assunzioni al di fuori del reale e del plausibile. Uno sviluppo di questo genere si osserva in J. S. Coleman, 1964. Esso è certamente vaniloquio nella misura in cui vuole spiegare l’azione, molto utile invece fintanto si limita alla previsione di azioni possibili. Ciò non implica tuttavia arbitrarietà nelle decisioni come nel prossimo paragrafo spiegheremo meglio. 16 F. v. Kutschera, 1991, p. 302 ss.. 17 Assiologico perché riguardano le preferenze e le probabilità soggettive sulle quali basiamo le nostre scelte di azione. 18 Non vale quindi la distinzione tradizionale tra empirismo - razionalismo che si basa sull’alternativa a-priori e a- posteriori, estremamente imprecisa. Cfr. F. v. Kutschera, 1981 cap. 9 Lo stesso (pseudo) conflitto si ripropone parallelamente in ambito di teoria dell’azione e riflessione etica. 19 F. v. Kutschera 1991, p. 302-308 Questa interpretazione della nascita e mutamento delle preferenze ha, nonostante le imprecisioni che formulazioni del genere implicano, due vantaggi da non sottovalutare. Essa pone in pieno valore il ruolo delle libere decisioni degli agenti, senza le quali sarebbe giustificata l’accusa di sostenere una antropologia meccanicistica rivolta di sovente ai teorici dell’azione razionale, distinguendola al contempo da approcci di determinismo psicologico (cfr. G. Wiswede, 1987) e non indugia nel presupposto troppo rigido della stabilità delle preferenze (cfr. G. J. Stigler e G. S. Becker, 1977), mutato dall’economia neoclassica, senza cadere in spiegazioni ad hoc con l’introduzione arbitraria di mutamenti nelle preferenze dei soggetti studiati. In sede di operazionalizzazione si dovranno certamente specificare queste semplici affermazioni sul mutamento nelle preferenze.
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L'azione sociale ambientalmente corretta: il caso della separazione dei rifiuti a Lipsia ed a Trento

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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Gubert
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Gabriele Pollini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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Parole chiave

ambiente
azione sociale
lipsia
rifiuti
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