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L’applicazione da parte della Francia e dell’Italia del principio europeo della parità tra uomini e donne in materia di lavoro

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12 Il Trattato di Roma ha riservato uno spazio assai modesto alla politica sociale, tra le altre politiche della CEE. Gli Stati contraenti decidevano di «promuovere il miglioramento delle condizioni di vita e lavorative della manodopera, permettendone la parificazione nel progresso»; essi ritenevano, tuttavia, che questa evoluzione sarebbe stata il frutto del funzionamento stesso del mercato comune e di un avvicinamento delle legislazioni statali basato sulla loro collaborazione 3 . Pertanto, solo l’articolo 119 del Trattato (ora articolo 141) obbligava gli Stati a garantire, al massimo entro il 1970, «l’applicazione del principio della parità retributiva tra manodopera maschile e femminile» 4 . Tuttavia il diritto comunitario ha subito un rapido incremento del numero di direttive in materia e altre azioni positive atte a promuovere il principio della parità tra uomini e donne negli Stati membri (Sezione II). Sezione I – L’evoluzione storica del principio della parità tra uomini e donne L’analisi dell’evoluzione storica del principio della parità tra uomini e donne in materia di lavoro sarà strutturata in due parti. Innanzitutto parleremo del cammino percorso tra il Trattato di Versailles e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (§ 1); in seguito passeremo a esaminare la Convenzione n. 100 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (§ 2). § 1 – Dal Trattato di Versailles alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo La Conferenza di Pace convocata alla fine della Prima guerra mondiale è ufficialmente alla base della fondazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Durante questa Conferenza, una commissione era stata appositamente incaricata di formulare delle proposte sulle questioni riguardanti il lavoro. Per la prima volta nella storia diplomatica, una conferenza di pace riuniva non solo i delegati governativi ma anche i rappresentanti del mondo del lavoro. La parte XIII del Trattato di Versailles, frutto di questi lavori, è diventata il testo istitutivo dell’OIL, e la maggior parte delle sue disposizioni sono contenute nel testo della Costituzione dell’Organizzazione 5 . Questa parte del Trattato ha anticipato soprattutto il principio della parità salariale: «salario uguale per un lavoro uguale». L’attenzione nei confronti delle conseguenze economiche della discriminazione tra uomini e donne ha fatto da «trait d’union» tra le leggi antitrust e la prima norma internazionale in materia di disparità di trattamento tra uomini e donne. Una simile clausola aveva come obiettivo ripristinare un’onesta concorrenza tra le imprese dei paesi 3 J. Pélissier, A. Supiot, A. Jeammaud, Droit du travail, 22 ma edizione, Dalloz, 2004, p. 105. 4 Articolo 141, comma 1, del Trattato CEE. 5 J.-C. Javillier (a cura di), Les normes internationales du travail. Une approche globale, OIL, 2001, p. 1.
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Informazioni tesi

Traduttore: Annamaria Martinolli
  Autore: Belfiore Nadezda
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2006-
  Università: Institut de Droit des Affaires - Université Aix-Marseille III (Francia)
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"L'application par la France et l’ Italie du principe européen d'égalité entre hommes et femmes en matière de travail"

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