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L’invecchiamento e il ruolo delle emozioni inconsapevoli in un compito di memoria di lavoro

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In ambito scientifico per convenzione si parla di “età anziana” per riferirsi all’ultima parte dell’arco di vita. All’interno dell’età anziana attualmente si possono distinguere: giovani – anziani, persone con un’età compresa tra i 64 e i 74 anni, anziani, tra i 75 e gli 85 anni, grandi – vecchi, dagli 85 ai 99 anni, e centenari. Questa distinzione è importante in quanto mette in risalto come l’età anziana sia caratterizzata piø da differenze che da omogeneità, a differenza di altri periodi della vita caratterizzati da maggiori somiglianze interne. Prendere in considerazione le differenze aiuta a comprendere meglio i cambiamenti che avvengono con l’età: per esempio nei grandi – vecchi si assiste alla diminuzione radicale di tutte le abilità cognitive a causa del maggior declino a livello organico – biologico che limita la possibilità di utilizzare strategie di compensazione; mentre nei giovani – anziani, in cui solo alcune abilità risentono del peso dell’età, rimane la possibilità di compensare, attraverso abilità ancora intatte, quelle che invece iniziano a declinare. Quanto ai centenari, particolarmente interessante è il caso dei fuggitivi o centenari d’elitè, anziani che hanno compiuto 100 anni sfuggendo alle trappole dell’invecchiamento, ovvero senza diagnosi di demenza o disturbo cognitivo. La categoria dei fuggitivi è quella che offre spunti piø interessanti per la ricerca in psicologia dell’invecchiamento ed è anche a piø studiata perchØ essa rappresenta un caso di resistenza cognitiva all’invecchiamento e ai disturbi tipici che lo accompagnano. Non solo, la “fuga” è in fondo il risultato di un’interazione tra variabili genetiche e ambientali molto difficile da ottenere e può derivare dall’utilizzo dei processi cognitivi di riserva che operano nonostante i cambiamenti neuropatologici tipici dell’invecchiamento oppure dalla totale assenza di tali deficit. Tra i criteri che definiscono l’inizio della vecchiaia, la dimensione fisica occupa un posto rilevante perchØ è la piø facilmente percepibile a livello soggettivo, ma è anche altrettanto riscontrabile dall’esterno. Oltre al dato obiettivo della salute fisica, ci sono anche una vecchiaia percepita e una vecchiaia attribuita secondo certi stereotipi culturali. La vecchiaia quindi inizia anche quando un individuo si sente, si percepisce vecchio, sulla base delle proprie caratteristiche di personalità e delle risorse (materiali e immateriali) che è in grado di attivare , ma anche in relazione al contesto micro e macro nel quale vive. Uno cioè può sentirsi vecchio a 90 anni, ma c’è qualcuno che si sente vecchio a 60. 6
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L’invecchiamento e il ruolo delle emozioni inconsapevoli in un compito di memoria di lavoro

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Informazioni tesi

  Autore: Antonella Totaro
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Nicola Mammarella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

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Parole chiave

amigdala
attenzione
differenze d'età
efficienza prestazionale di giovani e anziani
emozioni consapevoli
emozioni inconsapevoli
invecchiamento
memoria
memoria di lavoro
priming inconsapevole
stimoli subliminali

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