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La colpa innocente. Lo sguardo cinematografico sulle interferenze ambientali nello sviluppo adolescenziale: Loach, Jordan, Bellocchio, Van Sant

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11 vicissitudini interiori e uno spazio di autodeterminazione rispetto al proprio corpo 12 . Manifestazioni masochistiche come l’abuso di sostanze stupefacenti, la manipolazione del corpo con piercing, branding etc., la ricerca di emozioni estreme in ambito sportivo, le fantasie suicide, l’abbuffata bulimica sono quindi, in fondo, positivi e incoraggianti, testimonianza di una volontà di reagire e superare, anche se con mezzi discutibili e pericolosi, l’impasse evolutiva raggiunta 13 . Violenza, psicopatologia, rabbia, omicidio. Si apre una falla nel quadro delineato. Come si inseriscono questi elementi, quali le motivazioni, le cause scatenanti, il giudizio della gente? Le spiegazioni addotte fino ad ora ruotano attorno al nucleo psichiatrico secondo una classica impostazione psicanalitica. Anche la violenza, da questo punto di vista, è il risultato di conflitti intrapsichici o, freudianamente, prodotto della pulsione di morte 14 . Ma la violenza, la distruttività umana hanno una lunga tradizione di interpretazioni di 12 E’da sottolineare come il mondo adulto attribuisca eccessiva importanza anche a forme superficiali di non conformismo (vestiti, taglio di capelli etc.) contribuendo ad alimentare lo stereotipo dell’adolescente ribelle e sbandato. In Jan de Wit, Psicologia dell’adolescenza: teorie dello sviluppo e prospettive d’interventi, Firenze, Giunti, 1993. 13 Come sottolinea Alessandra D’Agostino ne Il corpo “in gioco”: L’adolescente tra defigurazione del reale e figurazione del possibile, in Ferrari Stefano (a cura di), Il corpo adolescente, cit. 14 Negli studi freudiani il 1920 è un anno di svolta: Freud abbandona la visione di un sistema pulsionale diviso tra pulsioni di autoconservazione e sessuali e introduce il concetto di pulsioni di morte. Nella nuova concezione una pulsione sarebbe una spinta insita nell’organismo vivente a ripristinare uno stato precedente, al quale l’essere vivente ha dovuto rinunciare sotto l’influsso di forze perturbatrici esterne. Per la natura conservatrice delle pulsioni il fine dell’esistenza è una situazione antica di partenza: il ritorno alla stato inanimato, l’autoannullamento, la morte. Il masochismo è quindi condizione primaria, originaria dell’uomo; la pulsione di morte è però riequilibrata dalla libido narcisistica che impedisce la distruzione del Sè. In ogni parte della sostanza vivente le due pulsioni sono legate in un impasto pulsionale ma, attraverso un disimpasto, una delle due può prevalere sull’altra. Per esempio gli impulsi distruttivi possono deviare e manifestarsi in relazione all’oggetto. In Freud Sigmund, Al di là del principio di piacere (1920), in Opere, vol.9, Boringhieri, Torino, 1986.
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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Nazzari
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filologia moderna
  Relatore: Stefano Ferrari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

FAQ

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the butcher boy

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