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La concorrenza sleale per interposta persona

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tutelano l'aspetto pluralistico della libertà d'impresa e della libertà di concorrenza 9 . La Suprema Corte ha definito la concorrenza come «una contesa della clientela che l'ordinamento favorisce allo scopo di offrire vantaggi al consumatore» 10 . Col trittico di norme degli artt. 2595-2597 c.c., il legislatore ha suddiviso il principio della libertà di concorrenza in tre ambiti: quello dei limiti legali della concorrenza ex art.2595 c.c.; quello dei limiti contrattuali di cui al successivo art.2596 c.c. e quello, infine, dell'obbligo a contrarre di cui all'art 2597 c.c.. I limiti legali richiamati dall'art 2595 c.c. s'identificano in norme di diritto pubblico volte a tutelare interessi generali dei consociati; ed in norme di diritto privato che proteggono in via esclusiva i diritti soggettivi di ciascun individuo. E' opportuno ricordare che le regole a tutela della concorrenza trovano una disciplina organica nella l.10 ottobre 1990, n.287 (norme per la tutela della concorrenza e del mercato): per questo motivo l'art. 2595 c.c. viene interpretato come un articolo di mero rinvio ad altre norme dell'ordinamento che si richiamano alle regole sulla concorrenza. A questo riguardo viene in rilievo, in primis, la disciplina sull'antitrust e poi le norme del codice civile che individuano limiti e divieti alla concorrenza 11 . L'art. 2596 c.c. disciplina il patto di non concorrenza, accordo col quale una parte s'impegna a non effettuare attività 9 Con la riforma costituzionale del 2001 (L. cost. 18 ottobre 2001, n.3), la «tutela della concorrenza» è divenuta oggetto di una disposizione espressa anche nella Costituzione italiana: essa è elencata tra le materie in cui lo Stato ha potestà legislativa esclusiva (art. 117 c. 2 lett. e). Prima di allora, l'art. 41 era stato generalmente interpretato come una norma di garanzia della libertà individuale di iniziativa economica, ma non anche della concorrenza effettiva, come modo di funzionamento del mercato. Vedi GIAMPIERETTI, M., Il principio cost. di libera concorrenza: fondamenti, interpretazioni, applicazioni, in Dir. soc., 2004, 439 ss; BUFFONI, L., La tutela della concorrenza dopo la riforma del titolo V: il fondamento costituzionale e il riparto di competenze legislative, in Le istituzioni del federalismo: regione e governo locale, 2003, 345 ss 10 Cass. civ., 29 febbraio 2008, n. 5437, in Riv. dir. ind. 2008, III, 150 ss. Con questa sentenza, la Cassazione riforma la sentenza della Corte d'Appello di Milano del 23 ottobre 2003, pubblicata in questa rivista, 2004, II, 14 e ss 11 Art. 2105 c.c. (obbligo di fedeltà del lavoratore subordinato); 2301 c.c. (divieto di concorrenza del socio di società in nome collettivo); 2390 c.c. (divieto di concorrenza degli amministratori di società per azioni); 2557 c.c. (divieto di concorrenza a carico di chi aliena l'azienda); 1347 c.c. (diritto di esclusiva del preponente e dell'agente); 1751 bis c.c. (patto di non concorrenza dell'agente). 6
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La concorrenza sleale per interposta persona

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Informazioni tesi

  Autore: Antonello Cani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Elisabetta Loffredo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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