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La limitazione di responsabilità per i crediti marittimi

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14 che, in via generale, la responsabilità per ogni danno, malversazione, perdita, anche derivante da collisione o altri fatti o atti , purché sia esclusa la conoscenza del proprietario, si risolve in un risarcimento non eccedente il valore dell’interesse del proprietario della nave e del nolo. In via speciale che nei casi di morti o lesioni personali, il proprietario deve risarcire una somma pari alla stazza lorda della nave moltiplicata per 420$ e riservata agli aventi diritto delle vittime, costituendo un fondo separato. La somma-limite è peraltro riferita non al viaggio ma al singolo evento originante il credito. Con l’avvento del XX secolo si tracciano opportune modifiche dell’istituto in corrispondenza dello sviluppo di nuove forme di esercizio della nave e dell’evoluzione del concetto economico- giuridico di imprenditore in un settore che quasi costituzionalmente, per lo spazio operativo in cui si colloca, incrocia prima di altri le coordinate del sistema giuridico internazionale. Non è un caso, ma andrebbe inquadrato in una più ampia prospettiva sistemica, il fatto che un primo approccio di normativa uniforme sulla limitazione della responsabilità nell’esercizio della nave risalga alla Convenzione di Bruxelles 1924. L’ “ibrido”, secondo le parole di Berlingieri 12 , prodotto è un compromesso fra il sistema dell’abbandono, entrato già in crisi alla fine del XIX secolo, anche in relazione ai mutamenti organizzativi e logistici del trasporto marittimo, e il sistema della limitazione per cifra fissa di tonnellata, ampiamente adottato nei paesi di common law. L’opportunità di costruire una disciplina di diritto uniforme dei sistemi di limitazione fu dibattuta già a partire dal 1897 nel corso della prima conferenza del CMI. Prima di pervenire al testo definitivo, trascorsero anni di ricerche, proposte e varie elaborazioni, cadenzate da successive risoluzioni e conferenze internazionali (Anversa 1898, Londra 1899, Amsterdam 1904, Venezia 1907, Bruxelles 1910), fino alla Conferenza diplomatica di Bruxelles del 1922. Nel 1910 erano stati presentati due avanprogetti che si ispiravano l’uno, siglato con la lettera A, al sistema dell’abbandono continentale, l’altro, siglato con la lettera B, modellato sul sistema tariffario invalso in ambito 12 Cfr.Berlingieri, Il regime uniforme della responsabilità per danni risultanti dall’esercizio della nave, in Diritto marittimo 1999, p.277.
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La limitazione di responsabilità per i crediti marittimi

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Soetje
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Stefano Zunarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

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Parole chiave

diritto della navigazione
responsabilità armatoriale
colpa temeraria
convenzione di londra del 1976
crediti marittimi
limitazione di responsabilità

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