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La perdita di competitività del sistema Italia - Dinamiche della formazione e dell'utilizzo del capitale umano

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realistiche sulla quota del prodotto complessivo attribuita al capitale, non si riesce a spiegare - se non in misura molto ridotta - la variabilità dei tassi di crescita. Gran parte della ili a quelle del capitale fisico da un punto di vista economico. Così c nomisti hanno cercato di definire quanti crescita sembra dipendere da fattori non spiegati e misteriosi. Naturalmente il problema sarebbe risolto o attenuato se la quota del capitale fosse più ampia; da qui l’interesse degli economisti per un’estensione del concetto di capitale al di là di quello fisico 20 . Il capitale umano rappresenta un ottimo candidato a questo scopo poiché ha caratteristiche molto sim ome nel caso del capitale fisico l’accumulazione di capitale umano è il risultato di una decisione di investimento che risponde a criteri di redditività. L’investimento in capitale umano ha un costo rappresentato dalla spesa per acquisire l’istruzione necessaria, e viene effettuato in vista di un rendimento costituito dalla differenza di salario che il lavoratore istruito è in grado di spuntare sul mercato del lavoro rispetto al lavoratore non istruito. Ciò avviene perché l’investimento in capitale umano ha l’effetto di accrescere la produttività del lavoratore esattamente come quello in capitale fisico. Si è andata quindi a diffondere la convinzione che il capitale umano giochi un ruolo fondamentale nelle dinamiche dei processi di crescita e sviluppo delle economie mondiali; a partire dagli anni ’70 numerosi eco tativamente il ruolo del capitale umano in funzione dei tassi di crescita: in tal senso un primo significativo tentativo è quello di Denison 21 che stimava una funzione di produzione aventi come input il capitale e il lavoro dove la qualità di questo ultimo è misurata da un indice degli anni di istruzione mediamente acquisiti dai componenti della forza lavoro. Denison trovò che l’istruzione contribuisce positivamente alla crescita del prodotto e che tale contributo può essere stimato pari ad un valore compreso fra il 15% e il 25% della crescita complessiva, e che inoltre tale contributo è aumentato nel tempo, confrontando le serie storiche dei dati 22 . Più recentemente tre studiosi americani, Mankiw, Romer e Weil hanno cercato di reinterpretare il modello della crescita di Solow includendovi il capitale umano: in una 20 Fiorito R.,Barriere alla crescita e differenze di reddito tra Paesi,2003 alla pagina www.econ- pol.unisi.it/pubdocenti/barriers.doc 21 Denison E., Why Growth Rates Differ, The Brookings Institution, 1967 22 Si veda anche la pubblicazione di Lodde alla pagina www.crenos.it/working/pdf/00-3.pdf 16
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Lago
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Giovanni Tondini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

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