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La perdita di competitività del sistema Italia - Dinamiche della formazione e dell'utilizzo del capitale umano

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princi . pali paesi sviluppati, il cui peso sulle esportazioni mondiali si è andato progressivamente ridimensionando, a vantaggio di un gruppo di paesi emergenti verso i quali si sono spostate porzioni sempre più rilevanti della produzione manifatturiera mondiale. In altri termini si tratta, almeno in parte, della contropartita fisiologica di mutamenti nella divisione internazionale del lavoro, connessi anche al crescente grado di terziarizzazione delle economie più avanzate Tuttavia, nel caso italiano, il cedimento di quota è stato particolarmente forte e si è manifestato anche nei confronti di altri paesi sviluppati, inclusi quelli dell’Unione Europea. Si è aperto perciò un intenso dibattito sulle ragioni di quest’indebolimento 9 ” Il fatto quindi che la quota delle esportazioni mondiali del nostro Paese sia calata, è in parte dovuto al mutamento degli scenari competitivi a cui si accennava nelle prime pagine ( è naturale che un gruppo di Paesi demograficamente più rilevanti riesca, in un momento d’apertura dei mercati, a scalare le posizioni di questa graduatoria), ma anche ad una sostanziale perdita di competitività del nostro apparato industriale (come risulta in termini più rilevanti dall’indagine del Wef). La situazione appare quindi grave, e porta a considerare un ventaglio di possibili cause per queste criticità del sistema Italia: una delle più ricorrenti riguarda essenzialmente la composizione del tessuto produttivo italiano, formato per la maggior parte da imprese di piccola e media dimensione, incapaci proprio per questo di sostenere le crescenti sfide della competizione internazionale. A tal proposito si può citare un’interessante articolo di Stefano Scarpetta 10 : facendo riferimento ai cosiddetti vincoli alla crescita dimensionale del business environment italiano (che condizionerebbero lo sviluppo dimensionale ed in seconda battuta la crescita del sistema economico nel suo complesso), egli in particolare osserva come nei confronti d’altri contesti internazionali come “…le piccole imprese non crescono nel nostro paese, non solo per una preferenza verso il piccolo a conduzione familiare, ma anche perché è costoso espandere l’impresa, assumere nuovi addetti e adottare tecnologie innovative che, pur potendo apportare miglioramenti produttivi, richiedono una maggior esposizione finanziaria e rischi addizionali” aggiungendo inoltre come questo influisca negativamente su tutto il sistema economico italiano. In Italia verrebbero meno quei meccanismi di selezione naturale delle imprese capaci di far sopravvivere le più 9 Quote di mercato delle esportazioni italiane e composizione della domanda estera, Pagina 189 10 L’articolo intitolato Perché le imprese restano piccole è consultabile alla pagina web http://www.lavoce.info/articoli/-relazioni_industriali/pagina1759.html 10
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Lago
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Giovanni Tondini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

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