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La perdita di competitività del sistema Italia - Dinamiche della formazione e dell'utilizzo del capitale umano

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In una sua più recente pubblicazione del settembre del 2005 15 il capitale umano viene definito con “ciò che ha a che fare con le competenze, l’istruzione, la salute e la forma ione quantitativa potevano essere individuati negli anni di educa i è fatta quindi strada l’idea che il capitale umano debba essere sempre consid enso, una definizione sicuramente esaustiva del capitale umano, è quella fornita da Dagum e Vittadini nel 1996 , secondo cui 17 : in istruzione, formazione, salute, contesto familiare e socio econo zione degli individui”. Tale definizione seppur delineando in linea di massima gli elementi considerabili per la determinazione del capitale umano, non fornisce tuttavia una stima utile alla misurazione dello stesso; in altri termini si poneva a partire dagli anni delle pubblicazioni di Becker e Mincer, il problema circa la misurazione di questa tipologia di capitale, che di fatto era stato solo definito in termini qualitativi (indicando di cosa si trattava sostanzialmente) 16 . Indici di misuraz zione dell’individuo (pari sostanzialmente all’ammontare dell’investimento) e nel flusso di reddito generato dall’individuo una volta inserito nel contesto lavorativo (indicante il tasso di ritorno dell’investimento). Ma tali misurazioni difettavano del fatto di non tenere in conto il costo sociale dell’investimento per la formazione dell’individuo (con il relativo effetto attualizzato), e la formazione e le competenze che il soggetto va ad acquisire on the job. S erato come un elemento fortemente riconducibile alla soggettività della persona, la cui misurazione in termini assoluti debba partire da indagini statistiche a livello individuale e familiare, al fine di considerare al meglio tutti gli elementi caratteristici di questo concetto. In tal s Il capitale umano è un costrutto multidimensionale non osservabile generato dall’investimento mico, tale da comportare un effetto sulla produttività, osservabile dal reddito da lavoro nel ciclo vitale. I 2 economisti pongono l’accento in particolare sull’incremento della produttività del lavoro generato dall’apporto del capitale umano, e sul reddito individuale che va a darne una misura. 15 Becker G.S., Il valore del capitale umano. Apulia, 2005 16 L’articolo è consultabile al sito www.bpp.it/Apulia/html/archivio/2005/III/art/RO5III014.html 17 Si veda anche le pubblicazioni presenti sul sito http://www.novauniversitas.it/System/1981 13
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Lago
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Giovanni Tondini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 169

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