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La pieve di San Pancrazio di Montichiari

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11 All’inizio del I secolo a.C. i romani tentarono di imporre la propria autorità ai cenomani attraverso il loro disarmo, senza che questi avessero in realtà compiuto alcun tentativo di ribellione. 41 Lo storico Polibio (II 35, 4) 42 riferisce che al termine di questo processo i galli della Pianura Padana si spostarono verso nord, stanziandosi in piccole comunità ai piedi delle Alpi. 43 Dopo il 187 a.C., e fino alla concessione dello ius Latii (89 a.C.), 44 avvennero profonde trasformazioni in campo sia legislativo sia urbanistico all’interno della Padania; 45 tale processo fu enfatizzato dopo il riconoscimento della civitas nel 49 a.C., 46 e portato a una prima conclusione nel 27 a.C., quando la città di Brescia fu riconosciuta da Ottaviano Augusto come Colonia Civica Augusta Brixia: 47 governata così dai quattuorviri, venne a ottenere un ordinamento municipale autonomo costituito sulla base del diritto romano. 48 Il periodo di Traiano (53-117 d.C.) fu l’età d’oro dell’Impero: 49 Roma divenne una metropoli, dove la gente si trasferì in modo consistente, vivendo talvolta a spese dell’impero. 50 Se il tenore di vita nella Penisola migliorava sempre più, ciò avvenne anche a discapito dei territori delle province, in cui si lavorava e produceva per mantenere la popolazione della capitale. 51 Nella Pianura Padana si estese il latifondo, che rendeva poco e che fu generalmente lasciato al pascolo; iniziativa, questa, che trovò in un primo momento la resistenza dei piccoli proprietari terrieri, che coltivavano direttamente i propri fondi. In seguito i ricchi s'impadronirono delle terre incolte e obbligarono gli schiavi a lavorare per loro. 52 Il malcontento aumentò: le tasse pesavano sui privati e gli esattori pretendevano anche doni in natura; 53 ma, nonostante la precarietà delle condizioni sociali, l’Impero, grazie a uomini energici come Diocleziano e Costantino, durò ancora 41 Ibidem. 42 Ibidem. 43 ALBERTINI 1963, p. 147. Polibio visitò la Gallia cisalpina nel 150 a.C. e ne fece una descrizione entusiastica. Della prosperità di questo luogo, ammirato dallo storico, molti danno il merito all’organizzazione agricola di origine etrusca, ma in realtà i maggiori responsabili furono i coloni romani. Si deve inoltre tener presente che sebbene le principali comunità dei galli fossero state ridotte ai piedi delle Alpi, la popolazione non era stata del tutto cacciata dalla valle del Po; quella che era rimasta si era fusa con i vincitori. Questo popolo, dopo il 196 a.C., mantenne l’autonomia amministrativa e l’organizzazione civile dei vici e dei pagi; visse quietamente durante il secondo secolo nella condizione politica di alleato dei romani, serbando anche le proprie tradizioni religiose. 44 Durante la guerra sociale (90-88 a.C.) i popoli alleati della Gallia cisalpina si erano mantenuti fedeli a Roma. Come premio per la loro fedeltà, ma anche al fine di riconoscerne i diritti, fu concessa la cittadinanza romana alle colonie latine della Cisalpina e il diritto latino ai transpadani. 45 NARDINI 1979, p. 10. 46 Ivi, p. 11. 47 STOPPA 2007, p. 11. 48 VANNINI 1971, p.14. 49 NARDINI 1979, p. 13. 50 Ivi, pp. 14-18. 51 Ibidem. 52 Ivi, p. 18. 53 Ivi, p. 14.
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La pieve di San Pancrazio di Montichiari

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Botticini
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline artistiche e archeologiche-Storia dell'Arte
  Relatore: Fabio Coden
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 354

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romanico
montichiari
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