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La rappresentazione televisiva della donna tra pubblico e privato

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Anteprima della tesi: La rappresentazione televisiva della donna tra pubblico e privato, Pagina 6
significativa perché in qualche modo rappresenta i due casi opposti di cui voglio 
parlare: la rappresentazione di una donna più “pubblica”, impegnata e quella di una 
donna più “privata”, al di fuori della dimensione sociale. Sebbene i due tipi di 
rappresentazione che le due donne forniscono di loro stesse siano divergenti, non ce n’è 
una delle due che metta in ombra l’altra: entrambe mantengono la loro dignità e la loro 
forza comunicativa. L’ipotesi che si vorrà andare infine a dimostrare è proprio questa: 
che non esiste una forma di rappresentazione “superiore” rispetto ad un’altra, che il 
racconto di una donna dal punto di vista “privato” non è inferiore o di minore qualità 
rispetto al racconto di una donna vista da una prospettiva “pubblica”. Questo il motivo 
per cui ho scelto di prendere in esame questa puntata de “Le ragazze del Sessantotto” 
piuttosto che altre, altrettanto interessanti ma rappresentative di profili di donne meno 
nettamente opposte.  In questa puntata Lidia Ravera, scrittrice femminista ed autrice del 
noto romanzo “Porci con le ali”, ed Anna Zamboni, ex Miss Italia nell’edizione del 
1969, ci raccontano le loro vite. Lidia nel 1968 è una ragazza di diciassette anni, ma 
racconta di aver individuato il suo punto di rottura con la bigotta società tradizionale già
qualche anno prima, al momento della fuga di casa della sorella, scoperta ad avere 
rapporti sessuali con il fidanzato e per questo biasimata dai genitori. Lidia decide di 
coprire la fuga della sorella, ed in quel momento prende consapevolezza del tipo di 
donna che avrebbe voluto diventare e per la quale si sarebbe voluta battere. Diventata 
adulta, si rende conto di come la sua personale rivoluzione sia stata proprio quella scelta
di complicità:  “La ribellione fondativa del mio Sessantotto avviene qualche anno prima
del Sessantotto, avevo forse quattordici anni […] Mia sorella è entrata in bagno, tutta 
vestita bene, con le sue cose più carine, e mi ha detto “Me ne vado” […] Io ho visto la 
disperazione dei miei genitori per questa ragazzina diciassettenne che non tornava… e 
non ho parlato. […] Ho scelto il gruppo dei pari,ho scelto mia sorella contro i miei 
genitori, e quello per me è stato il mio Sessantotto”. Negli anni del Liceo tiene i suoi 
primi seminari intitolati “I figli contro i genitori” individuando il tema cardine di tutta la
sua futura produzione letteraria, ed inizia ad abbracciare la filosofia della contestazione 
studentesca sessantottina: occupazioni, manifestazioni, uso di droghe leggere, scontri 
con le autorità. Ecco dunque come quella che abbiamo prima definito la “sua personale 
rivoluzione” ha tracciato i solchi dell’ideologia dell’autrice: Lidia definisce “sciatteria”
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La rappresentazione televisiva della donna tra pubblico e privato

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Informazioni tesi

  Autore: Margherita Avagnina
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Sergio Bernardino  Scamuzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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sociologia
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analisi qualitativa
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