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Maternità e bias percettivi: uno studio pilota sulla percezione degli stimoli visivi nelle madri

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10 all’investimento affettivo da parte dei genitori. Inizialmente questo processo riguarda le famiglie aristocratiche e borghesi e successivamente, anche grazie al miglioramento delle condizioni di vita, coinvolge anche i ceti inferiori. È in questo periodo che si inizia a riconoscere il diritto dei bambini di vivere la propria infanzia in modo spensierato e quello di essere adeguatamente educati ed istruiti. All’interno della famiglia i ruoli coniugali erano molto ben definiti, laddove al padre spettava il compito di provvedere alle necessità materiali e di sostentamento dei figli e della moglie, mentre quest’ultima veniva investita primariamente dalle cure affettive ed educative della prole. A questa rivoluzione nel modo di intendere la genitorialità, si accompagna quella che i sociologi definiscono “prima rivoluzione contraccettiva” per il controllo delle nascite, realizzata essenzialmente con metodi tradizionali e non completamente efficienti (soprattutto attraverso il coito interrotto o l’astinenza). Intorno agli anni ’70 si realizza la cosiddetta “seconda rivoluzione contraccettiva”, in cui la procreazione viene scelta in modo consapevole e intenzionale anche grazie allo sviluppo di nuovi metodi chimici, come la pillola, o meccanici, come la spirale o il diaframma, che permettono alla coppia non solo di scegliere quanti figli avere, ma anche quando averli. Ad una genitorialità come evento naturale “subito”, si sostituisce quindi un concetto di genitorialità come risposta ad un desiderio. I genitori pertanto investono molto sui figli che mettono al mondo, in quanto rappresentano per loro una forma di realizzazione personale con evidenti ripercussioni sulla propria identità (Scabini 1995). 1.1 La genitorialità come punto di svolta Risulta evidente da quanto sopra come la genitorialità rappresenti, oggi più di allora, un evento che coinvolge e sconvolge tutta la famiglia. Stando ai termini propri della psicologia del ciclo di vita, possiamo definire la genitorialità come un evento-svolta o turning point. La letteratura definisce evento- svolta quell’evento che imprime una diversa direzione o una correzione del corso di vita individuale (Clausen, 1990; 1998). Tuttavia il verificarsi di un determinato evento nella vita di un individuo è una condizione necessaria ma non sufficiente a poterlo definire un turning point. I punti di svolta, infatti, non sono eventi della vita, ma sono vari tipi di circostanze che il soggetto retrospettivamente si rappresenta come punti di svolta (Bonica, Cardano, 2008).
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Maternità e bias percettivi: uno studio pilota sulla percezione degli stimoli visivi nelle madri

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Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Berardo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Clinica e di comunità
  Relatore: Rocco Quaglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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