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Nomi, marchi e nomi di dominio: un rapporto difficile

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4 fino al tempo di Diocleziano e Massimiano che ne fanno riferimento nella loro Costituzione. Andando avanti nella storia, si scopre che al tempo delle invasioni barbariche varie stirpi assegnavano un ruolo importante al conferimento del nome, che veniva deciso dal padre con un complesso rito. Con la progressiva civilizzazione della nostra società si assiste alla nascita dei primi cognomi: infatti, a partire dall’anno 1000, non è inusuale trovare atti privati e pubblici nei quali viene dichiarata la paternità, o indicato un altro nome, o specificato un altro ancora nel caso di antroponimo uguale. In sostanza si assiste ad una sempre più definita specificazione della persona. Già nell’antichità veniva riconosciuto al nome, e quindi all’appartenenza ad una determinata famiglia, una serie di situazioni giuridiche rilevanti costituite da subentri nei patrimoni ereditari. D’altronde un ruolo importante al nome viene dato anche dal Corpus Iuris giustinianeo, che contiene statuizioni fondamentali in tema di libertà di designazione del nome. Gli studi giuridici sul nome, dopo l’opera di Giustiniano, incontrano un momento di oblio per poi riprendere durante l’età volgare, in seguito ad evidenti problemi di carattere pratico: l’aumento demografico pone in difficoltà il sistema del nome unico, che non è in grado di identificare tutti i soggetti appartenenti ad un determinato gruppo sociale. Nasce così il cognome. Gli studiosi, in seguito a riflessioni effettuate sulla base dell’analisi delle società più evolute dell’epoca (in particolare nelle città di Venezia e Firenze), hanno rilevato che nel primo periodo (dall’undicesimo al quattordicesimo secolo) i cognomi evolvono dai patronimici. Il sistema nome-cognome comincia ad affermarsi saldamente, anche attraverso la realizzazione di costruzioni fantasiose, volte a diversificare il più possibile le diverse famiglie. Sono facilmente identificabili quattro sistemi tipici per stabilire il prenome: allusione ad un’individualità determinata, evocazione di un certo ambiente, simbolismo fonetico e trasparenza del significato 2 . Nel cognome, invece, è già riconoscibile l’elemento di identificazione riconosciuto ai soggetti all’interno dell’ambiente di appartenenza: la derivazione da un soprannome, il riferimento a nomi propri maschili o femminili, la riproposizione di qualità morali o fisiche, la provenienza o l’appartenenza ad un popolo. Intorno al 1200 si cominciano ad avere i primi registri anagrafici, presenti in molte città comunali, nei quali ogni soggetto reca una designazione più o meno ufficiale, ma senz’altro pubblica, affidando al nome la propria presenza nella società. Cominciano anche le prime speculazioni: si pensi che a Bologna una 2 Cit. Migliorini – “Dal nome proprio al nome comune”, 1968.
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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Salvati
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alberto Donati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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tutela del nome di dominio
diritto civile
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