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Reato di clandestinità e la circostanza aggravante di clandestinità nella recente giurisprudenza della Corte Costituzionale

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in contrasto con la CEDU, indirettamente si porrà in contrasto anche con la Costituzione. Il risultato è il riconoscimento di rango paracostituzionale ai diritti garantiti dalla Convenzione. In primo piano, per ciò che concerne la condizione giuridica dello straniero, sono la libertà di riunione e di associazione (art. 11 CEDU) e il divieto di discriminazione (art. 14 CEDU). Rispetto alla libertà di riunione e di associazione (artt. 17-18, Cost.) 4 va infatti considerato superato il dettato letterale della Costituzione che riferisce tali diritti esclusivamente ai cittadini, con conseguente estensione anche agli stranieri. Per quanto riguarda il divieto di discriminazione, nella CEDU, oltre ai tradizionali divieti di discriminazione basati su sesso, razza, lingua, colore, religione e condizioni personali si proclama il divieto di discriminazione anche in base all’origine nazionale, ovvero in base alla cittadinanza, superando, o meglio, arricchendo la nostra Costituzione 5 . Si può dire che la CEDU Ø in grado di attenuare la distinzione tra cittadino e straniero 6 . A tal proposito la Corte Costituzionale ha affermato il riconoscimento del principio di uguaglianza anche in capo agli stranieri: in una sentenza del 1967 (n. 120) collegando il principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) con il principio personalistico (art. 2 Cost.) e con il diritto internazionale convenzionale (art. 10 co. 2, Cost.) ha affermato il divieto di differenziazione tra cittadini e stranieri in materia di diritti fondamentali; in una sentenza di poco successiva (sent. n.104/1969) precisando quanto detto in precedenza, ha fornito un’impostazione piø restrittiva, riconoscendo allo straniero i diritti inviolabili, piuttosto che i diritti fondamentali e distinguendo tra titolarità e godimento dei diritti; per quanto riguarda, in particolare, il godimento dei diritti, questo può essere limitato in vista della tutela di altri beni giuridici costituzionalmente rilevanti, purchØ la disparità di trattamento non si traduca in irragionevoli discriminazioni dello straniero 7 . Queste operazioni di reinterpretazione della Costituzione da parte della Corte Costituzionale vanno spiegate alla luce del fatto che, agli albori del costituzionalismo, i concetti di cittadinanza e cittadino nascono come fattori di uguaglianza, oggi invece, per effetto della evoluzione sociale, sono fattori, spesso, di forte disuguaglianza. Vero è che, la nostra Carta dei diritti si inserisce nel solco del costituzionalismo dove si distingue tra diritti dell’uomo (spettanti a tutti gli esseri umani) e diritti del cittadino (spettanti a coloro che appartengono a una certa comunità politica) 8 . Sono i nuovi assetti internazionali a far venire meno l’identificazione tra stato e nazione e tra cittadinanza e nazionalità, ciò che aveva giustificato le distinzione tra cittadini e stranieri; quelli che erano i diritti del cittadino tendono ad essere considerati diritti dell’uomo. Alla luce di tutto questo qual è oggi lo “statuto costituzionale dello straniero”? Lo straniero, anche quando è irregolare o clandestino, è sicuramente titolare delle fondamentali garanzie costituzionali, previste dalla Costituzione, da fonti interne e internazionali. Lo stesso art. 2, co. 1, T.U.IMM, recita: “allo straniero comunque presente….”. Tra tali garanzie fondamentali possiamo senz’altro annoverare il diritto di difesa, la riserva di giurisdizione e in generale la tutela giurisdizionale; come espressamente ha affermato la Corte con la sentenza n. 105/2001, le garanzie di cui all’art. 13 Cost non possono subire delle limitazioni nei confronti dello straniero per consentire la tutela di altri beni costituzionalmente rilevanti: anche quando lo straniero sia irregolare o clandestino dovrà essergli quindi garantito il pieno esercizio del diritto di difesa, attraverso il contraddittorio, l’assistenza linguistica, il patrocinio gratuito, il reingresso in Italia per partecipare al processo penale, la possibilità di ricorso. I diritti costituzionali riconducibili allo straniero sono raggruppabili in quattro categorie: una prima categoria ricompren- ___________ 4 R. CHERCHI e G. LOY, Rom e Sinti in Italia; tra stereotipi e diritti negati; Ediesse, Roma, 2009, p. 115. 5 V. ONIDA, Relazione introduttiva, Convegno dell’Associazione italiana Costituzionalisti, sullo statuto costituzionale del non cittadino, Cagliari, 16- 17 ottobre 2009, p. 5. 6 R. CHERCHI, Lo straniero nella Costituzione e nell’ordinamento legislativo, dattiloscritto, p. 3. 7 R. CHERCHI, Lo straniero nella Costituzione, cit., p. 2. 8 R. CHERCHI e G. LOY, Rom e Sinti in Italia, cit., p. 112. 2
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Reato di clandestinità e la circostanza aggravante di clandestinità nella recente giurisprudenza della Corte Costituzionale

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Mele
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Roberto Cherchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

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Parole chiave

condizione giuridica degli stranieri
immigrazione
l.94/2009
aggravante di clandestinità
ordinanza corte cost.66/2010
reato di ingresso e soggiorno
sentenza corte cost.250/2010
diritti costituzionali dello straniero
diritti dello straniero nell'ordinamento legislati
l.125/2008
dl.92/2008
art. 61 n. 11-bis cp
art.10-bis testo unico immigrazione
d.lgs. 286/1998
sentenza corte cost.249/2010
ordinanza corte cost.277/2009

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