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Rifugiati e richiedenti asilo in Italia: situazione normativa e fenomeno sociale

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Nel corso degli anni ’60, l’Africa fu scossa da una ondata di guerre, volte a ottenere l’indipendenza dagli stati europei, o causate dal vuoto di potere provocato dal processo di decolonizzazione (di particolare importanza, sia in termini numerici, sia di rilevanza politica, fu la “Guerra di liberazione nazionale” in Algeria 15 ). In questo frangente, divenne chiara la necessità di allargare l’ambito di operatività della Convenzione oltre i fatti della seconda guerra mondiale e i confini europei. Nel 1967, quindi, si giunse alla firma del Protocollo relativo allo status dei rifugiati (31 gennaio 1967; di seguito, Protocollo di New York), che portò alla abolizione delle limitazioni geografiche e temporali previste dalla Convenzione 16 . Allo stesso anno risale la Dichiarazione sull’asilo territoriale (New York, 14 dicembre 1967), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ribadì espressamente tre principi, peraltro già largamente condivisi dalla comunità internazionale: la non ostilità dell’atto d’asilo nei confronti del paese d’origine dei rifugiati, la solidarietà verso i Paesi di primo asilo, il divieto del respingimento e del rifiuto di ammissione, quando queste condotte possano determinare persecuzioni, anche solo indirettamente 17 . Gli anni successivi furono caratterizzati dallo scoppio di numerose e violente crisi internazionali in Asia e in America Latina. Nei primi anni ’70 il Bangladesh ottenne l’indipendenza dal Pakistan, ma ciò provoco oltre 10 milioni di persone che si rifugiarono in India, che furono in seguito in gran parte rimpatriate. Successivamente in Cambogia, Laos e Vietnam, con lo scoppio delle lotte che portarono alla nascita di governi di tipo comunista e provocarono grandi masse di sfollati che tentavano di raggiungere i paesi 15 Secondo le stime dell’ACNUR, al termine della guerra franco-algerina nel marzo del 1962, più di 250.000 algerini erano rifugiati fra Tunisia e Marocco. La maggior parte di questi furono rimpatriati nei mesi successivi per partecipare al referendum sull’indipendenza che si tenne in luglio. Inoltre, quasi 160.000 algerini che avevano collaborato con l’esercito francesei, furono reinseriti in Francia. 16 In realtà agli stati che avevano già firmato la Convenzione di Ginevra adottando limitazioni geografiche, fu data la possibilità di mantenerle, limitando di fatto l’accoglienza ai rifugiati europei provenienti dall’area socialista. L’Italia ha mantenuto la limitazione geografica fino al 1990. Oggi solo Congo, Madagascar, Monaco, Malta e Turchia continuano a mantenerla. 17 L. Neri, Il diritto d’asilo. Profili sostanziali, cit., p. 1198. 8
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Paltrinieri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Belvisi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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Parole chiave

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c.p.t.
centri di identificazione
convenzione di ginevra
diritto d'asilo
immigrazione
l. 189/02
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