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Strategie di riqualificazione dell'ambiente costruito: Progetto Pilota per l'area Corvin-Szigony a Budapest

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7 sull’acceleratore, impedendo di fatto ogni progressivo riavvicinamento e, al contrario, continuando ad allargare la cosiddetta forbice tra ricchi e poveri. Quest’ultimi esuli in casa propria, costretti a tirare avanti nella terra di nessuno tra modernità e tradizione. 7 L’ultima critica riguarda l’appiattimento generale che si produrrebbe se l’impresa sviluppo avesse successo. Immaginare tutti i popoli del pianeta in corsa dietro alle Nazioni sviluppate che corrono avanti comporta una progressiva perdita delle identità locali, delle alternative, dei differenti stili di vita che finirebbero per essere messi in graduatoria con i primi posti detenuti saldamente da quelle civiltà i cui Prodotti Nazionali superano gli altri. Il risultato? Una spaventosa perdita di diversità. Balza subito agli occhi la semplificazione dell’architettura, dell’abbigliamento, e degli oggetti quotidiani avvenuta a livello planetario; l’eclissi delle diverse lingue, delle diverse usanze e gesti è già visibile, mentre la standardizzazione dei desideri avviene nel profondo del subconscio delle società. 8 7 W.Sachs, op. cit., p.9. 8 W.Sachs, op. cit., p.10. 9 A.Tarozzi, Autosostenibilità: una parola chiave e i suoi antefatti, in: Il territorio degli Abitanti, a cura di: A.Magnaghi, Dunod, Milano 1998, p.21-39. 10 V.Shiva, Risorse, in: Dizionario dello sviluppo, EGA, Torino 1998. 11 Dag Hammarskjoeld Foundation, What now? AnotherDevelopment, in: Verso uno sviluppo diverso, a cura di: A.Tarozzi, EGA, Torino 1990, p.43-60. Sostenibilità Per il significato del termine sostenibilità è possibile tracciare, così com’è stato fatto per il termine sviluppo, una cronistoria per la quale risulta di particolare importanza il contributo di A. Tarozzi del 1998 9 . La data d’inizio del dibattito pubblico sul tema della sostenibilità va fatta risalire secondo Tarozzi al 1972, anno in cui si svolge la Conferenza di Stoccolma e viene pubblicato il Rapporto del club di Roma. I temi della confernza organizzata dalle Nazioni Unite e del Rapporto, contenuto nel volume Limits to Growth curato da D.H. Meadows, sono correlati; nella prima veniva valutata la compatibilità tra la sopravvivenza del pianeta e lo sviluppo di un ambiente per la famiglia, il secondo denunciava il prossimo esaurimento delle risorse e materie prime non rinnovabili indispensabili al perpetuarsi del modello di sviluppo dei Paesi industrializzati occidentali. Le risorse sono anche il punto di partenza per un saggio della scienziata indiana Vandaana Shiva del 1998 10 , nel quale l’autrice si interroga sul mutamento di significato che le stesse hanno avuto a seguito dell’avvento della società industriale e delle politiche coloniali. Viene messo in luce il cambiamento profondo del rapporto uomo-natura nel passaggio tra società preindustriale e industriale; nel primo natura e società si trovano in un rapporto co evolutivo, la natura distribuisce le risorse come doni ed è compito degli esseri umani mostrarsi attenti e diligenti per non soffocare la sua generosità; nel secondo caso le risorse naturali diventano materiali esistenti in natura che possono essere soggetto di sfruttamento economico. Il rapporto del club di Roma individua i dei limiti per lo sviluppo, pone all’attenzione dell’opinione pubblica il problema, si denuncia l’insostenibilità dello sviluppo, ma non vengono proposte soluzioni. E’ comunque il 1975 che può essere considerato l’anno zero per quanto riguarda le problematiche relative ad uno sviluppo alternativo, definito all’epoca Ecosviluppo, ed è ancora una volta un rapporto 11 a sollevare la discussione. Vengono individuati tre ordini di requisiti per uno sviluppo diverso: Basic Needs. Soddisfacimento dei bisogni fondamentali. Self-Reliance. Sviluppo Endogeno, fare affidamento sulle risorse appartenenti al sistema per le prospettive di sviluppo del sistema stesso. Ecodevelopment. Crescita in armonia con l’ambiente e solidarietà diacronica con le future generazioni. 7
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Lenzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Corrado Latina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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