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Ultimo viene il poeta. La mancata influenza di Henry Charles Bukowski Jr. in Italia.

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7 La frammentizzazione della cultura italiana ha ovviamente radici lontane e non appartiene soltanto a sfere letterarie, bensì a quelle sociali, storiche e soprattutto politiche. E‟ necessario a questo punto fare un passo indietro, per analizzare le basi da cui il Novecento prese corpo. Nel 1856 venne pubblicata una raccolta di lettere, originariamente comparse sul periodico milanese lo «Spettatore», di Ruggiero Bonghi, professore universitario e ministro della Pubblica Istruzione, dall‟eloquente titolo Perché la letteratura italiana non sia popolare in Italia13. Snobbato e sottovalutato, a causa della presunta non attendibilità dell‟autore che nel panorama italiano non rivestiva né un ruolo di critico né tanto meno di scrittore, il testo, pur colpevole di eccessi retorici e verbosità esasperanti, affronta annose tematiche strutturali della letteratura italiana che il passare del tempo non ha affatto smussato. Tra le principali, è importante segnalare la questione linguistica14 e la conseguente abitudine di dividere giudizi e critiche in base alla diversa area geografica; la mancanza di lettori, in particolare di sesso femminile, di opere italiane (secondo la felice formula «lettori che non vogliono leggere, e autori che non si fanno leggere»15), ma non di opere di altre letterature tradotte o addirittura lette in lingua originale (p. 53 e segg.); la mancata acquisizione da parte della prosa di «quella certezza, quella vena, quella nettezza, e quelle tante altre qualità che le mancano»16; l‟isolamento di critici e letterati, che così «chiusi, si sono organizzati da sé come a modo di casta: e non attingendo a quella, ch‟io direi mente comune letteraria d‟un popolo, non avendo coscienza dei nuovi bisogni delle menti moderne, scostando sempre più il loro stile dalla naturalezza, e la loro lingua da quella che sentivano parlare e che parlavano essi stessi, si sono in grandissima parte o persi in soggetti la più gran parte inutili per ogni verso, o gli hanno trattati senza saper dar loro nessun interesse, ed hanno scritto, quasi sempre, in una maniera insopportabile»17; l‟assunzione a dogma o idolo di un autore da parte di ciascun gruppo o casta che non «s‟occupa se non di contraffarlo, di adoralo, o di difenderlo»18 a discapito di altri autori o caste; la divisione causata dalle diverse opinioni sulla lingua e sullo stile «tutte privissime di senso comune, e fondate sopra criterii gretti ed arbritarii»19; la mancata influenza della letteratura italiana sulle altre europee (pp. 80- 96); l‟immancabile oscillazione «tra il disprezzo dell‟arte e l‟ossequio dell‟artificio»20; la mancanza di un certo tono brioso che possa essere paragonato alla verve francese o all‟humour inglese (pp. 97-102). A proposito dell‟ultima osservazione, segnalo l‟intervento di Italo Calvino, nella conferenza di apertura delle Lezioni americane, che sottolinea una certa mancanza di “leggerezza” stilistica e di contenuto a favore della pesantezza: «due vocazioni opposte si contendono il campo della letteratura attraverso i secoli: l‟una tende a fare del linguaggio un elemento senza peso, che aleggia sopra le cose come una nube, o meglio un pulviscolo sottile, o meglio ancora come un campo d‟impulsi magnetici; l‟altra tende a comunicare al linguaggio il peso, lo spessore, la concretezza delle cose, dei corpi, delle sensazioni»21. In effetti, persino durante la grande stagione del Rinascimento, la solennità, la prosopopea e la seriosità della letteratura portava in sé il germe della parodia e della 13 R. Bonghi, Perché la letteratura italiana non sia popolare in Italia, Milano, SugarCo, 1993. 14 Sulla questione della lingua, evoluzione e problematiche, basta leggere un qualunque trattato di linguistica italiana, in particolare Tullio De Mauro. 15 R. Bonghi, Op. cit., p. 57. 16 Ibidem, p. 60. 17 Ibidem, p. 63. 18 Ibidem, p. 68. 19 Ibidem, p. 69. 20 Ibidem, p. 104. 21 I. Calvino, Lezioni americane, Milano, Mondatori, 2002, p. 19.
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Ultimo viene il poeta. La mancata influenza di Henry Charles Bukowski Jr. in Italia.

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Di Pietro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Fabio Pierangeli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

FAQ

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