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Alle origini dell'Euroscetticismo - Opinione pubblica, partiti politici e il ruolo dei mass media

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CAPITOLO I - Il processo di integrazione europea 
1.1 Le prime tappe fondamentali dell’integrazione 
Esaminare la storia dell’integrazione europea può essere di grande aiuto per comprendere 
il passato, conoscere il presente e riflettere sul futuro dell’Unione. Usando l’espressione 
di R. Santaniello, essa rappresenta la “tela di fondo”
1
 per poter analizzare le politiche e le 
azioni europee. Nel mio lavoro, ripercorrerò i tratti essenziali che hanno portato alla 
nascita e allo sviluppo della Comunità europea; conoscere questi passaggi è di 
fondamentale importanza per poter esaminare il declino del sostegno da parte 
dell’opinione pubblica, dei cittadini e dei partiti politici verso il progetto dell’Unione 
Europea e per poter osservare, di conseguenza, l’espansione dell’Euroscetticismo.  
 
L’idea europea era maturata già nei primi anni del Novecento grazie ad alcune iniziative 
diplomatiche di illustri politici provenienti dai vari Stati del continente. In seguito alla 
fine del primo conflitto mondiale, si iniziò a riflettere sul futuro dell’Europa e sulla 
necessità di mutare i rapporti interstatali. Nel periodo tra le due guerre mondiali, nel 1930, 
il ministro degli esteri francese Aristide Briand propose la creazione di un’unione federale 
europea, costruita intorno alla Francia e alla Germania. È solo dopo la Seconda guerra 
mondiale, però, che si delinearono delle correnti di pensiero più precise riguardanti al 
progetto europeo. Queste tre correnti erano quelle confederalista, federalista e 
funzionalista. La corrente confederalista suggeriva di dar vita ad una serie di accordi di 
cooperazione tra gli Stati, lasciando però intatta la sovranità di quest’ultimi; favorevoli 
alla forma della confederazione erano alcune personalità politiche dell’epoca come 
Charles De Gaulle e Winston Churchill. La seconda corrente, quella federalista, invocava 
al contrario la fine degli Stati nazionali, responsabili di aver trascinato i popoli europei in 
due conflitti disastrosi, e proponeva di creare una federazione a cui affidare la sovranità 
sottratta alle Nazioni. Tra i federalisti ricordiamo l’olandese Henri Brugmans, il francese 
André Voisin e l’italiano Altiero Spinelli. La corrente funzionalista, infine, proponeva di 
raggiungere l’unità europea mediante la creazione di integrazioni settoriali; solo in questo 
modo, secondo i fautori di quest’ultima visione, sarebbe stato possibile porre le basi di 
una diversa organizzazione dei poteri in Europa. Una maggiore integrazione in 
 
1 Si veda al riguardo Santaniello R., Capire l’Unione europea, Bologna, Il Mulino, 2016.

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Letizia Fiammenghi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Emanuele Castelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

FAQ

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