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Amleto e la figura del melanconico nella drammaturgia elisabettiana

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Anteprima della tesi: Amleto e la figura del melanconico nella drammaturgia elisabettiana, Pagina 5
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Le parole sono di un filosofo dell’alto Medioevo ed esprimono in modo chiaro e 
sintetico l’antica dottrina dei quattro umori, il sistema destinato a dominare tutto il corso della 
scienza fino al XVIII secolo, quando l’umoralismo venne lentamente sostituito dalle scoperte 
sul sistema nervoso
2
.  
Alla teoria dei quattro elementi (risalente ai pitagorici e poi elaborata da Empedocle) e 
alla dottrina dei quattro umori, Ippocrate e ancora Aristotele avevano poi aggiunto le quattro 
qualità radicali o elementari: caldo, freddo, secco e umido.  Galeno, nel 200 a. C., accettò 
l’idea dei quattro elementi fondamentali e delle qualità, ma osservò che occorreva definire i 
vari gradi di “caldità”, “frigidità”, “secchezza” e “umidità”; stabilì quindi per ogni qualità 
quattro gradi diversi, affermando che le virtù di tutti i corpi dipendono dalla proporzione di 
questi gradi: in qualsiasi corpo domina un elemento sugli altri e dalla loro combinazione 
originale nasce in ogni individuo ciò che Galeno ha definito come il temperamento.  Da ciò 
nascono i quattro temperamenti fondamentali dell’uomo: sanguigno, collerico, melanconico e 
flemmatico, ai quali corrispondono i quattro organi principali del corpo: cuore, fegato, milza e 
cervello. 
L’anonimo filosofo medievale dà un’altra importante informazione che riguarda il 
benessere  dell’individuo: la prevalenza o il difetto di uno dei liquidi corporali sugli altri 
costituisce la malattia, mentre il fatto che gli umori fossero complessionati, ben mescolati nel 
corpo, porta con se’ l’idea di salute, di una vita disiosa e quieta, in perfetta armonia con la 
natura.   
In questa tradizione però lo stato di benessere diventa un ideale cui ci si può solo 
avvicinare, ma di fatto rimane irraggiungibile; le corrispondenze umorali e terrestri, corporee e 
celesti, prevedevano infatti l’alternanza delle quattro sostanze durante l’intero anno solare, 
senza per questo provocare necessariamente disturbi acuti. Già Ippocrate con i suoi discepoli 
aveva osservato che persone con una costituzione determinata dal costante prevalere di un 
umore potevano non essere effettivamente malate, ma semplicemente predisposte a certe 
malattie o comunque inclini a specifici atteggiamenti; con il tempo i termini “collerico”, 
“flemmatico”, “melanconico” e “sanguigno” potevano possedere due significati 
fondamentalmente diversi: sia una condizione patologica sia una disposizione personale. 
Entrambe rimanevano comunque strettamente connesse, poiché di solito era uno stesso umore 
che in seguito a circostanze avverse, poteva trasformarsi da semplice predisposizione in 
malattia effettiva. 
                                                 
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 J. Starobinski, Storia del trattamento della malinconia dalle origini al 1900, Milano, Guerini e Associati, 1990. 

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Amleto e la figura del melanconico nella drammaturgia elisabettiana

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Informazioni tesi

  Autore: Camilla Sirtori
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Relatore: Raimondo Guarino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

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