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Analisi del debito pubblico alla luce degli accordi di Maastricht

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Anteprima della tesi: Analisi del debito pubblico alla luce degli accordi di Maastricht, Pagina 11
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- Secondo il modello neoclassico, (1870-1930: Mill, Malthus, Ricardo, Schumpeter), la 
tendenza del sistema alla piena occupazione è assicurata dalla flessibilità dei prezzi e dei 
salari, e la spesa pubblica in disavanzo non serve. Più tardi, un inserimento nel modello 
delle aspettative razionali degli operatori ha arricchito la comprensione degli effetti della 
politica di bilancio sulla domanda aggregata:   
 a) il lungo periodo spiega e influenza il breve periodo;  
 b) i tassi a lungo termine e quelli a breve sono tra loro collegati dalle ipotesi sulle 
aspettative.  
In questo più complesso quadro i moltiplicatori della politica di bilancio possono 
essere negativi anziché positivi. 
-  Secondo i keynesiani (1936: Keynes), invece, un aumento del debito in condizioni di 
liquidità abbondante, quali sono le recessioni, non provoca rialzi significativi nei tassi 
d’interesse; inoltre, la sensibilità degli investimenti al tasso d’interesse in quelle 
condizioni è piuttosto bassa. 
- Secondo i monetaristi (1940: Friedman), invece, i parametri rilevanti sono tali da 
determinare forti rialzi dei rendimenti, e forti effetti sulla spesa privata. 
I nuovi economisti di orientamento conservatore (macroeconomia classica: Lucas) 
sconsigliano il debito pubblico, non perché sia pericoloso, ma perché inutile: se aumenta il 
debito, i consumatori reagiranno aumentando il risparmio, riducendo il consumo e 
lasciando una ricchezza invariata alle generazioni successive; questo succede perché 
l’operatore razionale è consapevole che se il Governo oggi si finanzia con dei titoli, domani 
sarà costretto a finanziare con imposte il servizio del debito, specie se si opera all’interno 
di un sistema in equilibrio. 
                                                                                                                                                                                
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 F. MODIGLIANI, Long-run Implication of Alternative Fiscal Policies and the Burder of the National 
Debt, in “The Economist Journal”, 1961. 
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Informazioni tesi

  Autore: Michele Tucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Antonio Mastrodonato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 309

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