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Architettura tradizionale a Pechino: analisi di alcuni templi della capitale cinese

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Anteprima della tesi: Architettura tradizionale a Pechino: analisi di alcuni templi della capitale cinese, Pagina 3
secolo, si è formato un sistema chiuso e indipendente, dall'alto valore estetico e 
livello artistico e profondo significato umanistico. L'arte dell'antica architettura 
cinese è uno speciale sistema artistico dalla storia più lunga e dalla distribuzione 
più ampia del mondo, con uno stile molto evidente. Lo sviluppo dell'architettura 
classica cinese ha visto tre vertici, ossia i periodi delle dinastie Qin e Han, Sui e 
Tang e Ming e Qing 3. In questi tre periodi sono stati costruiti un gran numero di 
edifici rappresentativi, inclusi palazzi, tombe, città ed opere difensive e idrauliche, 
che hanno influenzato come forme architettoniche e materiali usati le generazioni 
posteriori. Tuttavia, a causa del lungo tempo passato e delle distruzioni dovute alle 
guerre, alcuni antichi edifici sono ormai spariti dalla terra cinese. La maggior parte 
degli edifici classici rimasti in Cina sono posteriori alla dinastia Tang (7° secolo). 
Dagli altopiani del loess (Shaanxi, Henan, Shandong) alle aree della Cina 
Meridionale (Zhejiang, Jiangsu) e sub-tropicale, sono molti i siti che hanno restituito 
importanti testimonianze materiali che consentono una, sia pure parziale, 
ricostruzione dell'architettura cinese nelle sue fasi originarie. Nel neolitico le 
abitazioni lungo il medio e basso corso del Huanghe (Fiume Giallo) erano scavate 
nel loess come testimoniano i resti di alcuni siti all'interno dei quali si registra 
l'evoluzione dalla dimora seminterrata a quella a più vani. La più antica cultura 
neolitica scoperta nell'area del basso corso dello Yangzijiang (Fiume Azzurro) è 
quella di Hemudu, sviluppatasi nel distretto di Yuyao (Zhejiang) 6000-7000 anni fa 
circa, caratterizzata dal prevalente impiego del legno per la realizzazione di 
abitazioni sopraelevate su palafitte, per le quali si e' dimostrato l'utilizzo del sistema 
ad incastro te none e mortasa. Le tradizioni costruttive delineate consentono di 
individuare alcune delle caratteristiche che permarranno nell'architettura cinese 
posteriore, ad esempio l'impiego di pilastri lignei con funzione portante, che libera 
quindi da questo compito i muri, consentendo una maggiore libertà nell'organizzare 
lo spazio interno, e l'ingresso orientato a sud. Presso la cultura tardo neolitica di 
Longshan (3000-2000 a.C.) nel sito di Wangyoufang (Henan) è attestato per la 
prima volta l'uso di mattoni crudi per l'edilizia. Le prime testimonianze di edifici a 
carattere palaziale, segno di una avvenuta stratificazione sociale, appartengono alla 
Cultura di Erlitou. Durante la dinastia dei Zhou occidentali 4 la terra battuta e i 
mattoni crudi rimangono i due materiali da costruzione principali. Le tegole, piatte o 
cilindriche, inizialmente erano poste solo sul colmo e sul cornicione del tetto per 
prevenire le infiltrazioni. In questo periodo è attestato per la prima volta, secondo 
quanto è illustrato dai disegni architettonici rinvenuti su vasi in bronzo, l'inserimento 
di un elemento di raccordo, simile ad un semplice capitello, posto tra la colonna 
portante e  
 
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Informazioni tesi

  Autore: Silvia Smerilli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Studi Orientali
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Filippo Salviati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 48

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architettura
pechino
templi cinesi
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