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Arrendamenti, infeudazioni e stabilimenti del Regno di Sardegna nel registro BD3 dell'Archivio di Stato di Cagliari

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distingueva dal suo capitale personale denominato de pegugiare; incassava il 
reddito spettante al sovrano dalle imposte dirette e indirette e dalle multe 
poteva instaurare rapporti di vassallaggio con gli altri Stati più forti per essere 
protetto da questi. Quello che colpisce maggiormente chi si avvicina allo 
studio delle Istituzioni giudicali è la loro complessa struttura che, sembra, 
nasca dalla capacità dei Sardi ad autogestirsi in forme giuridiche complesse ed 
insolite trovandosi in condizioni di perfetto isolamento.  
La situazione territoriale alla fine del 1200 era cambiata da quando si erano 
estinti di fatto i tre giudicati di Calari, Gallura e Torres. Il Comune di Pisa 
possedeva i territori degli ex "giudicati" di Calari e Gallura, tranne le curatorie 
di Nora e Decimo che appartenevano ai discendenti di Gherardo della 
Gherardesca conte di Donoratico (famiglia toscana). Pisa aveva da poco 
ottenuto tali territori sia per acquisizione pacifica come la terza parte centrale 
della zona di Cagliari, che aveva ereditato da Mariano II d'Arborea, o per 
conquista quali l’ex giudicato di Gallura, la terza parte orientale del 
Cagliaritano e il Cixerri. Pisa possedeva anche la rocca e i dintorni di Castel di 
Castro con le sue appendici (Villanova, Stampace, Marina o Lapola) 
indirettamente dal 1216/17, quando fu fondata da alcuni mercanti pisani e, 
direttamente, dal 1257 quando una coalizione militare, formata dagli altri tre 
giudicati filopisani, attaccò dall'entroterra e dal mare la rocca di Castel di 
Castro e Santa Igia, capitale del giudicato che sorgeva nella zona dell'attuale 
via Brianza, nel quartiere di Sant'Avendrace e che, al quattordicesimo mese di 
guerra, si arrese e venne completamente abbattuta. Agli stessi Doria e ai 
Malaspina e al giudicato di Arborea appartenevano anche il territorio di Torres 
che fu ridistribuito in tal modo: ai Doria andò quasi tutta la Nurra, parte del 
Nulauro con Alghero (fondata dagli stessi intorno al 1112), l'Anglona con 
Castelgenovese (attuale Castelsardo, anch’essa fondata da costoro nel 1112) il 
Nurcara, Meilogu, Nughedu; ai Malaspina andò la Planargia con Bosa, Montes 
e Osilo, Coros e Figulina; al "giudicato" di Arborea ancora in vita fino al 1420, 
andarono le curatorie di Montacuto, Goceano, Costavalle, Marghine, Dore-

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Pietrina Maria Mura
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Francesco Cesare Casula
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 343

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Parole chiave

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castel di cagliari
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regno di sardegna
stabilimenti
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storia della sardegna
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