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Aspetti neurofisiologici e correlati psicologici della cefalea in età evolutiva

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16 pressochè sovrapponibili. Il dolore è medio-forte, pulsante ma talvolta anche costrittivo, di tipo unilaterale (nei bambini frequentemente è bilaterale) accompagnato da nausea, vomito, fotofobia e fonofobia (Guidetti, 2005). Si tratta di una situazione talmente invalidante che costringe chi ne è affetto a sospendere tutto quello che sta facendo e a sdraiarsi a letto al buio. Questa forma di cefalea sembra essere collegata ai meccanismi ormonali coinvolti nel ciclo mestruale e nella gravidanza. La cefalea tensiva, che ha il più forte impatto economico e sociale, è la forma di cefalea più diffusa e meno studiata attualmente rispetto all’emicrania. E’ molto più comune tra il sesso femminile con un andamento che diminuisce con l’età. E’ caratterizzata da un dolore costrittivo, ma non pulsante con una localizzazione sia unilaterale che bilaterale. Tale disturbo non impedisce di svolgere le attività quotidiane e può essere accompagnato da fotofobia, da fonofobia e da pallore (ibidem). In età evolutiva può essere difficile distinguere l’emicrania senz’aura dalla cefalea tensiva, ora per la sovrapponibilità di alcuni sintomi ora perché si possono alternare le due forme; i fattori ritenuti fondamentali per la differenziazione tra le due forme sono la nausea o il vomito, la cui presenza favorisce una diagnosi di emicrania. Ovviamente questa differenziazione ha importanti implicazioni cliniche e terapeutiche. In relazione a tale argomentazione molti ricercatori hanno avanzato diverse teorizzazioni, tra cui quella di ritenere che queste due forme facciano parte di uno stesso spectrum di cefalea benigna e che differiscano solo per gravità (Balottin, 2004a). Ciò è stato attestato anche da Viswanathan (1998) che suggerisce la presenza di entrambi i disturbi lungo un continuum nel quale diverse forme cliniche si sovrappongono per gravità, ponendo da un lato l’emicrania con aura, poi l’emicrania senz’aura e poi ancora la cefalea tensiva come la forma meno severa. Altri studiosi (Wober-Bingol, 1994) aggiungono che le caratteristiche più rilevanti per la diagnosi differenziale siano l’occorrenza parossistica, la presenza di un dolore pulsante, unilaterale, periodico con nausea, vomito… Inoltre la cefalea può trasformarsi in cefalea tensiva cronica se si fa un uso eccessivo di analgesici.
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Aspetti neurofisiologici e correlati psicologici della cefalea in età evolutiva

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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Segreto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Vincenzo Guidetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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Parole chiave

ansia e depressione
cefalea
cnv
elettrofisiologia
p300
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