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Bioetica e scuola. La ricerca, il contesto, le prospettive

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Anteprima della tesi: Bioetica e scuola. La ricerca, il contesto, le prospettive, Pagina 7
1.3 Modelli teorici di riferimento delle bioetiche 
1.3.1 Le origini della riflessione bioetica 
La riflessione bioetica, come è noto, nasce dalle questioni della vita, o meglio dal limite della 
vita e dai suoi limiti
4
, che inevitabilmente pongono questioni. In seguito tale riflessione, connessa ai 
limiti, pone l’attenzione agli usi – e in certi casi abusi - della pratica medica che, grazie alle nuove 
tecniche e tecnologie, la spinge nei meandri dei confini della deontologia ippocratica. Dunque la 
domanda sulla liceità o meno di alcune pratiche equivale a una domanda epistemologica ed etica 
circa i limiti della vita.  
É evidente che tale movimento di pensiero
5
si inserisce all’interno di una più grande e incisiva 
rivoluzione dell’ ethos contemporaneo che coinvolge la coscienza individuale e le modalità 
concrete del suo vivere sociale. In sostanza la bioetica appare come un pensiero complesso nato 
dalla complessità post-moderna, caratterizzata dal venir meno delle evidenze metafisiche ed etiche. 
La coscienza debole, così come la ragione e l’io minimo sono i luoghi di incubazione del ritratto 
dell’uomo contemporaneo e la bioetica assume la forma del discorso sociale dell’ etica. In sostanza 
la bioetica sarebbe il depositato sociale, l’epifenomeno ad extra di una crisi, nel senso etimologico 
del termine, ad intra. Ne è ulteriore prova la sua origine in ambito medico-scientifico: tale crisi 
delle evidenze interne, che colpisce anche le scienze positive, avrebbe in realtà stimolato, 
nell’orizzonte della pratica medica, un discorso etico che tende alla autolegittimazione stessa della 
pratica medica. Il tentativo di ritrovare un modello antropologico di riferimento, interno alla pratica 
medica, per certi versi, metterebbe in luce la fatica di intendere la dimensione professionale nel 
puro orizzonte della tecnica. Infatti, accanto a questo discorso, è possibile porre una riflessione 
inerente alla non neutralità dell’ introduzione della techne, che smette di esercitare il suo supposto 
ruolo liberatorio e catartico rispetto all’alienazione del quotidiano, e mostra la sua radicale 
problematicità. L’epoca postmoderna vede realizzato il mito prometeico a causa del progressivo 
smarrimento del senso connesso al facere che porta alla corrosiva e sofferta pena del potersi dire 
padrone della tecnica
6
, titolo, per altro, mai completamente com-prensibile
7
. Il divorzio tra tecnica 
                                                 
4
 Lungi dal voler ridurre la Bioetica a mero “discorso sui limiti” si vuole semplicemente sottolineare che all’origine 
alcuni problemi etici posti in corrispondenza di alcune situazioni limite e della vita e della medicina ha spinto verso una 
riflessione che avesse una sua autonomia. La Bioetica ha un respiro molto più ampio che può essere individuato come si 
vedrà in modo analitico in seguito nel rapporto con l’alterità (sia esso il corpo proprio, il mondo, la passività del “si 
nasce”). 
5
 Preferiamo utilizzare tale espressione poiché prima di una disciplina autonoma e epistemologicamente articolata, la 
Bioetica si manista come res interna alla riflessione etica, come già più volte segnalato. 
6
 Cfr. tutta l’opera di H. JONAS, Tecnica, medicina ed etica. Prassi del principio di responsabilità, Ed. Einaudi, Torino 
1997 (tit. orig. Technik, Medizin und Ethik, Ed Suhrkamp, Frankfurt, 1985 ) e in particolare: «[…] dobbiamo continuare 
con lo sfruttamento tecnico della natura. Solo la modalità e la misura di ciò che è in discussione, e l’interrogativo più 
serio rivolto alla libertà umana diventa quello relativo al fatto se noi ne siamo padroni o possiamo diventarlo[…] 
dall’euforia del sogno faustiano ci siamo svegliati nella fredda luce della paura. Non deve essere quella del fatalismo. Il 
panico apocalittico non deve mai farci dimenticare che la tecnica è un’opera della libertà propria di noi uomini. Sono 
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Informazioni tesi

  Autore: Togni Fabio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Giuseppe Fornari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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