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Cattolicesimo e nazionalismo nell’Irlanda di fine Ottocento: la Chiesa e il movimento di Charles Stewart Parnell

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cose: una lingua comune, un „codice‟ di leggi (la cosiddetta Brehon Law), una tradizione fatta di 
leggende, musica e poesia. Vi era insomma una notevole identità culturale. 
La storia d‟Irlanda conobbe una svolta epocale in seguito alla diffusione del Cristianesimo
8
, 
avvenuta nel quinto secolo. Fu una diffusione assai rapida, promossa dal missionario Patrizio, in 
seguito canonizzato dalla Chiesa. Il mondo irlandese, che mai aveva conosciuto la dominazione 
romana, era una realtà molto differente dalle altre in cui era, fino ad allora, penetrato il 
messaggio di Cristo. Ecco dunque che il Cristianesimo dimostrò in Irlanda forti peculiarità 
rispetto al resto dell‟Europa, e grazie ad esso la cultura gaelica conobbe nuove fioriture. Furono 
gli anni in cui in Irlanda vennero fondati numerosissimi monasteri e videro la luce originali opere 
d‟arte, come il celebre Book of Kells, una trascrizione del Vangelo adornata con miniature 
tipiche dell‟arte irlandese. Quando le invasioni barbariche minacciarono di soffocare il 
Cristianesimo in Europa, l‟attività dei missionari irlandesi si dimostrò importantissima per 
mantenere viva la Fede anche sul continente
9
. Fu in seguito a questo che l‟Irlanda divenne nota 
con l‟appellativo di Insula Sanctorum
10
. 
Verso la fine dell‟ottavo secolo fu però l‟Irlanda ad essere oggetto d‟invasioni. I vichinghi, 
tradizionalmente definiti „danesi‟ anche se in realtà provenivano dalla Norvegia, iniziarono una 
serie di scorrerie, divenendo tristemente famosi per la loro violenza e la loro crudeltà. Dopo 
qualche tempo diedero vita a stanziamenti stabili, costruendo città costiere che finirono col 
diventare realtà urbane più importanti rispetto ai villaggi gaelici, i quali riflettevano la natura 
prettamente rurale di quella società. La stessa Dublino fu in origine un insediamento vichingo. 
Nel corso dell‟undicesimo secolo un sovrano gaelico, Brian Boru, riuscì ad imporre la propria 
autorità su gran parte dell‟isola, impossessandosi anche del titolo di Grande Re. La tradizione 
successiva vide in lui l‟uomo che aveva messo fine alle vessazioni in Irlanda, scacciandone i 
vichinghi; ma si tratta di una ricostruzione „romanzata‟. È vero che questo re combatté e vinse 
contro eserciti vichinghi, ma lo stesso fece contro eserciti gaelici. Gli invasori non furono tanto 
scacciati dalle gesta di Brian Boru (che peraltro crearono sì un forte potere centrale in Irlanda, 
ma che non sopravvisse alla morte del suo fondatore), ma vennero piuttosto assorbiti dalla 
società irlandese. Infatti nel corso degli anni, sia venendo a contatto con la lingua e la cultura 
                                                 
8
 Vedi in proposito Maire e Liam de Paor, Early Christian Ireland, Londra 1978; relativamente alla storia 
dell‟Irlanda medievale, suggerisco inoltre Michael Richter, Medieval Ireland, the Enduring Tradition, Dublino 
2005. 
9
 L‟esempio più significativo fu probabilmente quello del monaco Colombano che, partito dall‟Irlanda, condusse 
un‟importante opera pastorale sul continente fondando comunità monastiche in Francia e nell‟Italia settentrionale. Si 
spense nel paese di Bobbio, nell‟Appennino tra Emilia e Liguria, dove aveva appena fondato l‟ultimo monastero. 
10
 Isola dei santi.
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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Belletti
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Storia e Sociologia della Modernità
Anno: 2011
Docente/Relatore: Nello Paolo
Istituito da: Università degli Studi di Pisa
Dipartimento: Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 323

FAQ

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