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Cattolicesimo e nazionalismo nell’Irlanda di fine Ottocento: la Chiesa e il movimento di Charles Stewart Parnell

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da cardinali di Curia, che auspicava il mantenimento della linea tenuta da Pio IX, continuando a 
condannare senza cedimenti il liberalismo e a non accettare la fine del dominio temporale, 
attendendo con fiducia che i tempi mutassero. Costoro erano quindi favorevoli all‟elezione di un 
uomo religioso piuttosto che politico. Vi era infine un gruppo, cui aderiva la grande maggioranza 
dei cardinali non italiani, che riteneva essenziale restaurare il potere temporale della Chiesa. 
Percepiva però fallimentare la linea di fermezza e intransigenza promossa dal defunto Pontefice: 
per riconquistare il potere temporale sarebbe stato necessario ottenere l‟appoggio delle grandi 
potenze e a tal fine occorreva restituire alla Chiesa un certo prestigio. Per raggiungere tale scopo 
essi giudicavano necessario che vi fosse maggiore apertura al mondo, in particolare a quanto vi 
era di accettabile nella modernità, e che la Chiesa, nei vari conflitti che in Europa l‟opponevano 
alle istituzioni politiche, mostrasse un atteggiamento di maggiore conciliazione. 
Né i cardinali favorevoli ad un accordo con lo Stato Italiano né quelli più intransigenti riuscirono 
a promuovere una candidatura di rilievo: i primi a causa del loro numero esiguo, i secondi perché 
erano per lo più uomini troppo anziani. Furono quindi i cardinali del terzo gruppo ad imporsi. 
Dal momento che l‟elezione di un cardinale non italiano era sconsigliabile, anche perché avrebbe 
suscitato invidie fra gli altri stati europei, la scelta cadde sul cardinale Pecci, che era in quel 
momento arcivescovo di Perugia. Considerando che fino ad allora egli era stato tenuto un po‟ in 
disparte dalla Curia Romana, avrebbe potuto esser d‟ostacolo alla sua candidatura il fatto che 
diversi cardinali lo conoscessero poco; egli fece però una buona impressione anche su costoro, in 
virtù dell‟abilità che dimostrò nel periodo di Sede Vacante, svolgendo il ruolo di camerlengo
3
. 
Fu così che, già alla mattina del secondo giorno di Conclave, il cardinale Pecci divenne Papa 
assumendo il nome di Leone XIII in memoria di Leone XII, che dichiarò di aver sempre 
ammirato per l‟interesse dimostrato agli studi, per l‟atteggiamento conciliante nei rapporti con i 
governi e per il suo desiderio di ravvicinamento ai cristiani separati
4
. 
Chi era il nuovo Pontefice? Egli proveniva da una famiglia della piccola nobiltà ed aveva 
compiuto brillanti studi di filosofia e teologia (dimostrando già allora un particolare interesse per 
San Tommaso d‟Aquino, che sarebbe emerso anche durante il suo Pontificato) nonché di diritto 
civile e canonico. Ordinato sacerdote nel 1837, si dimostrò in un primo tempo interessato più alle 
questioni politiche che a quelle religiose, iniziando una promettente carriera all‟interno 
dell‟amministrazione dello Stato Pontificio. I buoni risultati ottenuti gli valsero, nel 1842, la 
promozione a Nunzio apostolico a Bruxelles. Il soggiorno nella capitale belga dev‟essere stato 
                                                 
3
 Durante il periodo di Sede vacante, quando il governo della Chiesa spetta al collegio dei cardinali, al cardinale 
camerlengo vengono affidati determinati compiti di natura amministrativa. 
4
 R. Aubert, Leone XIII: tradizione e progresso, cit., p. 65.
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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Belletti
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Storia e Sociologia della Modernità
Anno: 2011
Docente/Relatore: Nello Paolo
Istituito da: Università degli Studi di Pisa
Dipartimento: Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 323

FAQ

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