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Cinecittà 1950/60 tra bussiness e mondanità una nuova Hollywood sul Tevere dalle pagine dell'Europeo

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Gli anni del miracolo economico
L’Italia esce dalla guerra in una condizione economica molto debole, provata dai danni subiti nel 
conflitto mondiale e a causa della scarsezza estrema di materie prime e ciò faceva sì che queste 
dovessero essere importate. Ma il pagamento delle materie prime importate si sarebbe potuto effettuare 
soltanto con un aumento delle esportazioni e questo fu possibile solo con un aiuto finanziario esterno 
americano e un’apertura ai mercati, cercando di dar vita ad un’economia aperta . L’industria italiana, in 
questo frangente di sviluppo, divenne indiscutibilmente il settore trainante, mentre l’agricoltura stava 
arretrando sensibilmente. La fase di più elevata crescita del nostro sistema economico inizia con il 1958 
e finisce nel 1963. Le direttrici lungo le quali si realizza una così rapida trasformazione dell’assetto 
economico del paese sono essenzialmente due: lo spostamento  della forza lavoro dal settore agricolo a 
quello industriale e il passaggio ad un’economia legata alle dinamiche dei mercati europei dove le 
esportazioni divengono prevalenti. Altre quattro linee decise dal Governo nell’immediato post-guerra 
influenzarono il “boom”: si tratta dell’edilizia popolare, dell’avvio di numerose opere pubbliche, della 
riforma dell’agricoltura e dell’aiuto alle regioni del Sud tramite la “Cassa del Mezzogiorno”.
Infatti, come riportano sia Salvati che Crainz nei loro saggi 1 , se nel 1951 l’agricoltura aveva 
contribuito al PIL del settore privato per il 23,5% e nel 1963 per il 15,7%, l’industria, negli stessi anni, 
era passata dal 33,7% al 43,5% e il terziario dal 42,8% al 40,5%. Il numero degli occupati per settore 
evidenzia lo spostamento verso il nuovo settore divenuto trainante: nel 1960 gli occupati dell’industria 
erano il 38% del totale della popolazione attiva mentre quelli del terziario costituivano il 32%. I 
lavoratori nel settore agricolo erano invece passati dal 42% dal 1951 al 30% della forza lavoro nel 
1961. L’esportazione svolse un ruolo trainante nell’espansione con un incremento del 14,55% annuo. Il 
27 marzo 1957 si firmò il Trattato di Roma che istituì la “Comunità Economica Europea” e 
contemporaneamente la “Comunità Economica Europea del Carbone e dell’Acciaio”. La percentuale di 
merci che l’Italia destinò alla CEE sul totale nazionale del prodotto crebbe dal 23% del 1953 al 29,8% 
del 1960. Alcuni indicatori possono ben evidenziare il perché questa trasformazione [che non coinvolse 
4
1 P. Ginsborg, Storia d’Italia dal dopo guerra ad oggi. Società e Politica 1943-1988, Torino, Einaudi, 
1988.
1  M. Salvati, Economia e politica in Italia dal dopo guerra ad oggi, Milano, Garzanti, 1984. 
G. Crainz, Storia del miracolo italiano. Culture, identità, trasformazioni fra anni cinquanta e sessanta, 
Roma, Donzelli, 2003.
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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Tondini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: tecniche e culture del costume e della moda
  Relatore: Alberto Malfitano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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