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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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contro le “democrazie plutocratiche” – per dirla alla Mussolini – nemiche del nostro 
Paese in guerra, ma pure contro l’odiata Russia comunista. 
 
 
Nazismo 
 
 La propaganda assunse un aspetto di vitale importanza anche per il 
nazionalsocialismo tedesco. Nel regime hitleriano, però, senz’altro ebbe un ruolo più 
deciso la strategia del terrore, almeno rispetto al fascismo, piuttosto che un’intensa 
opera di convincimento, che pure non mancò. Da quando nel 1933 Hitler divenne 
cancelliere ogni velleità democratica da parte dell’opposizione fu in breve spazzata via. 
 La propaganda nazista fu legata essenzialmente alla figura del ministro Joseph 
Goebbels: da subito stampa, cinema e radio furono assoggettati al suo controllo. La 
radio fu uno strumento molto sfruttato e reso più popolare dallo stesso ministro della 
propaganda, visto che ne incrementò la diffusione e che migliaia di apparecchi radio 
vennero collocati anche in numerosi luoghi pubblici. Era spesso lui stesso a parlare ai 
microfoni, cosa che tra l’altro gli offriva l’opportunità di avere una grande popolarità. 
Quanto al cinema, che era un pallino personale di Goebbels
5
, fu improntato ad un severo 
pseudomoralismo, che era finalizzato ad un tipo di educazione in funzione antisemita. 
Anche la stampa fu rigidamente controllata, e in Germania, come in Italia, il Ministero 
dava indicazioni ai direttori dei giornali su cosa scrivere e non scrivere e come scriverlo. 
Molta importanza fu data inoltre all’attività didattica nelle scuole, i cui 
programmi vennero “depurati” dello studio di autori e scienziati ebrei o comunque 
contrari al nazismo (anche il rogo dei libri a Berlino nel 1933 fu una testimonianza di 
questo indirizzo politico), per essere sostituiti dallo studio della vita di Hitler e dalle 
tante ore dedicate alla ginnastica, a cui il leader nazista dava particolare rilievo. 
 L’antefatto storico che spiega la rapida ascesa del movimento nazista è da 
ricercare specialmente nel fatto che Hitler si faceva promotore di idee ed istanze 
ampiamente condivise dal popolo tedesco, il quale era entusiasta ed attratto dal fare 
deciso, ardimentoso e privo di tentennamenti dello statista. Egli, infatti, parlava, prima 
ancora di diventare cancelliere ed essere legittimato da un plebiscito che gli procurò il 
98% dei consensi, di ricostruzione e riscatto della Germania, di riappropriazione per il 
popolo tedesco della dignità perduta, con ovvio riferimento alle dure, umilianti clausole 
del trattato di pace di Versailles imposte alla Germania sconfitta nel primo conflitto 
mondiale, miranti a stroncare ogni velleità egemonica della Germania nell’Europa 
continentale. Hitler parlava di potenza per la sua Germania, mostrando un’assoluta 
fermezza nel portare avanti i suoi propositi, che mise per iscritto nel suo Mein Kampf 
(La Mia Battaglia), un libro che ebbe notevole popolarità, tanto da diventare quasi una 
Bibbia laica nella Germania nazista. Altro forte elemento di propaganda teso a 
cementare la coesione del popolo germanico fu la ricerca, al proprio interno, di un capro 
espiatorio per i tanti mali patiti dalla Germania e questo fu individuato nel popolo 
ebraico, accusato di essere una sorta di “cancro” estraneo, venuto da fuori, nella società 
tedesca, colpevole quindi di ”contaminare” la purezza della razza ariana-indoeuropea 
(qualcosa di simile accadeva negli stessi anni anche in Giappone, dove il governo 
predicava la superiorità dell’etnia yamato più o meno con gli stessi obiettivi)
6
. Gli ebrei 
furono quindi progressivamente discriminati, partendo dalla revoca della cittadinanza 
nel 1935 fino alla tragedia estrema dei campi di sterminio. 
                                                 
5
 F. Gattuso, Il Dottor Goebbels (http://www.cronologia.it/storia/biografie/hitler2.htm). 
6
 A. Cecchi Paone, Appuntamenti con la storia: l’attacco di Pearl Harbour, film documentario degli 
archivi Mediaset. 
 

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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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Informazioni tesi

  Autore: Marcello Floris
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fulvio Venturino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

FAQ

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