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Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001

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Anteprima della tesi: Comunicazione politica e processo elettorale: uno studio sulle elezioni del 1996 e del 2001, Pagina 9
 10
Unione Sovietica 
 
 Altro regime totalitario che fece ampio uso della propaganda nei suoi molteplici 
aspetti fu l’Unione Sovietica, soprattutto a partire dagli anni ’30, gli anni dello 
stalinismo.  
 Già nel 1928 fu approvata dal partito comunista sovietico una prima risoluzione 
secondo la quale letteratura, cinema, teatro, stampa e musica dovevano essere adoperati 
come strumenti di lotta contro l’ideologia e la cultura borghesi, mentre le opere dello 
stalinismo dovevano essere continuamente esaltate e messe a confronto con il decadente 
periodo zarista, sottolineandone naturalmente le differenze a proprio vantaggio. 
Secondo questo filone, ovviamente, Stalin doveva essere esaltato e celebrato come un 
salvatore della patria, una specie di “messia” venuto a redimere la Russia dall’ignoranza 
e dalla decadenza. Il suo culto venne in pratica a sostituire quello della religione, 
osteggiata fino al punto da essere, alla fine, drasticamente vietata qualsiasi confessione 
religiosa, sia essa ebraica, musulmana o cristiana. 
 Era naturale, inoltre, che la propaganda evidenziasse quei pochi episodi che nei 
secoli precedenti avevano visto la Russia vittoriosa militarmente contro altre potenze, 
così da creare una maggiore spirito unitario tra i russi: le guerre di Pietro il Grande 
contro i Paesi scandinavi, quelle della campagna contro Napoleone, ecc.  
 Per renderli più credibili e convincenti, questi fatti dovevano essere sostenuti e 
rafforzati da un’adeguata organizzazione propagandistica. Essa nell’Unione Sovietica 
ebbe come tratto peculiare lo sfruttamento degli intellettuali e degli scrittori in misura 
maggiore rispetto ai due regimi totalitari fascista e nazista. Anche in Russia, però, molta 
amplificazione venne data alle manifestazioni di piazza e all’esaltazione di qualunque 
opera pubblica venisse costruita, nonché al culto personale della figura del leader, nella 
fattispecie Stalin.  
 Nel 1932 venne quindi rifondata l’associazione degli scrittori, che doveva 
rispondere in modo più consono alle esigenze di propaganda suindicate: nacque così 
l’Unione degli scrittori sovietici (che sostituì l’Associazione russa scrittori proletari) in 
cui il personaggio di maggior spicco fu lo scrittore Gorkij, in quel periodo il più attivo 
organizzatore della cultura sovietica secondo i dettami di Stalin. Ecco che cosa disse, in 
quegli anni, in un appello agli scrittori sovietici: 
 
 “La guida della letteratura da parte del partito deve essere del tutto purgata da qualunque influenza 
filistea, i membri del partito attivi in campo letterario devono impegnarsi a insegnare idee capaci di 
mobilitare le energie del proletariato in tutti i paesi in vista della battaglia per la libertà, ma devono anche 
dar prova di autorevolezza morale, perché gli operatori culturali siano consapevoli della loro 
responsabilità collettiva per quanto accade nelle loro file. La letteratura sovietica, con la sua ricchissima 
gamma di talenti e il numero crescente di nuovi e dotati scrittori, deve essere come un organismo 
collettivo , come un possente strumento della cultura socialista”.
9
  
 
Tutti i letterati, in sostanza, da quel momento erano obbligati a giurare fedeltà alla 
dottrina socialista-stalinista. Chi non lo faceva poteva sperare al massimo nell’esilio. 
Nel 1935 anche il cinema venne messo sotto più stretto controllo da parte del regime 
con lo stesso obiettivo. 
 L’icona di Stalin iniziò a campeggiare con enormi manifesti nelle piazze e nelle 
fabbriche delle città russe, ma anche nelle case non mancava una sua immaginetta
10
. Il 
suo culto venne imposto anche tra le formazioni giovanili sovietiche, mentre la sua 
presenza era immancabile nelle spettacolari parate organizzate nella Piazza Rossa per 
                                                 
9
 G. Pacini, Il culto di Stalin (www.cronologia.it/mondo24n.htm). 
10
 Ibidem. 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Marcello Floris
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fulvio Venturino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

FAQ

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