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Concerto per musica cromatica

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Anteprima della tesi: Concerto per musica cromatica, Pagina 3
diciottesimo secolo il numero era salito a più di tremila.  Il chimico Robert Boyle, nel 1663 in base 
ad accurate osservazioni, fu il primo a dichiarare ai tempi di Newton, che i colori primari erano tre:  
giallo,  rosso e blu.  Il  cromatologo Chevreul  nel 1839  ideò un circolo cromatico regolare che 
conteneva 1420 colori diversi.5 Nel Cinquecento il pittore Giuseppe Arcimboldi6, compì studi per 
tentare  di  trovare  delle  possibili  relazioni  fra  i  colori  ed  i  suoni,  pensando  ad  un  utopico 
parallelismo e, pur non riuscendo nel suo scopo, studiò i gradi armonici dei colori, aprendo così la  
strada alla lunga ricerca che ha portato nell'Ottocento alla elaborazione della teoria armonica dei 
complementari  e  alla  definizione  di  cerchio   cromatico  armonico.  Isaac  Newton7,  nelle  sue 
esperienze  sulla  scomposizione  della  luce,  realizzò  uno  spettro  diviso  in  sette  bande  che, 
considerando la lunghezza dello spettro come unità di base, corrispondevano nella loro larghezza ai 
rapporti degli intervalli tra nota e nota della scala musicale Zarliniana8 (base di cui se ne servì anche 
il  pittore Nicolas Poussin9,che nel  diciassettesimo secolo,  derivando la  sua idea dal  teorico del 
Cinquecento, tentò di riprodurre il carattere dei modi musicali nella sua pittura.),  cioè i colori : 
rosso – arancio  giallo – verde – azzurro – indaco – viola corrispondevano ai rapporti:
DO               RE              MI              FA               SOL               LA              SI               DO
        9/8                10/9           16/15             9/8              10/9               9/8             16/1510
5 Ibidem
6 Arcimbòldi,  Giuseppe. - Pittore (Milano 1527 - ivi 1593). Lavorò dapprima a Milano, poi, come pittore di corte a 
Praga, per gli imperatori Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II. Oltre a ritratti caricaturali e allegorie, di cui si 
trovano esemplari al Kunsthistorisches Museum di Vienna e allo Johanneum di Graz, ebbe incarichi di scenografie 
teatrali e costumi di maschere. Artista singolare nelle sue bizzarre allegorie delle Stagioni e degli  Elementi, in cui 
una congerie di oggetti - frutta, verdura, ramaglie - è artificiosamente composta in modo da costruire sembianze 
umane, spinge a un limite estremo il gusto intellettualistico del manierismo. Alla critica del 20º sec.  egli parve  
anticipare certe tendenze del surrealismo. - Encicloperdia Treccani.it Beta
7 Newton, Isaac. - Fisico e matematico (Woolsthorpe, Lincolnshire, 1642 - Londra 1727). Nel 1664 lesse le opere  
filosofiche di Descartes, il  Dialogo di Galileo e le più recenti opere di Boyle, raccogliendo le sue riflessioni nelle 
Quaestiones quaedam philosophiae: in esse troviamo l'abbozzo di una nuova teoria dei colori (il primo risultato 
creativo di N.) e la scoperta della proporzionalità tra peso e massa dei corpi, che implicava una revisione dell'intera 
fisica cartesiana. Encicloperdia Treccani.it Beta
8 Zarlino ⟨Ʒ- , Gioseffo⟩ . - Musicista e teorico (Chioggia 1517 - Venezia 1590). Cantore, organista e direttore della 
cappella di S. Marco a Venezia, è considerato per i suoi lavori musicologici il maggiore teorico del Cinquecento; 
fornì  un contributo fondamentale alla  sistemazione dell'armonia con il  riconoscimento della  base naturale della 
contrapposizione di  triade maggiore e  minore.  La  sua influenza sui  teorici  e  i  musicisti  a  lui  contemporanei  e  
posteriori fu determinante, particolarmente per l'applicazione e lo sviluppo del principio della tonalità moderna.  
Encicloperdia Treccani.it Beta
9 Poussin, Nicolas. - Pittore (Les Andelys, Normandia, 1594 - Roma 1665), tra i massimi esponenti del classicismo 
barocco.  Collaborò poi  con Ph.  de Champaigne alla  decorazione dell'appartamento di  Maria de'  Medici  (1623;  
perduta).  In  quegli  anni  avvenne  l'incontro  con  G.  B.  Marino  per  il  quale  eseguì  dei  disegni  illustranti  le 
Metamorfosi di  Ovidio  (Windsor  Castle)  che,  unica  testimonianza  rimastaci  del  periodo  preromano.  L'artista 
predilesse però soggetti mitologici e raffigurazioni arcadiche, così influenzati dallo studio di Tiziano da far parlare  
di un P. "neoveneto" (Pastori d'Arcadia,  1627 circa, Chatsworth, collezione del duca di Devonshire;  Trionfo di  
Flora, 1627 circa, Louvre; ecc.). P. sviluppò anche un intenso interesse per il paesaggio, studiato dalla natura in 
splendidi disegni, che assunse nei suoi dipinti un ruolo fondamentale e lirico in rapporto alla storia narrata (Apollo e  
Dafne, Monaco, Alte Pinakothek; Cefalo e Aurora, Londra, National Gallery). Encicloperdia Treccani.it Beta
10 Luigi Veronesi / Provincia di Nuoro, Cura: Claudio Cerritelli, Paolo Minoli Nuoro - Luigi Veronesi: pittura, grafica,  
fotografia, film, scenografia, suono e colore, arte applicata, in Proposta per una ricerca sui rapporti fra suono e  
2
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Concerto per musica cromatica

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Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Campolese
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Architettura
  Corso: Disegno industriale
  Relatore: Giorgio Verdiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 201

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