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Concerto per musica cromatica

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Anteprima della tesi: Concerto per musica cromatica, Pagina 6
colore.
Castel ritenne di essere andato oltre allo stesso Newton: la sua invenzione mostrerebbe l'analogia 
dei suoni con i colori in movimento, proprio come ci appaiono in natura. In uno scritto di poco 
successivo18, la scala diatonica verrà fatta corrispondere ai colori che lo scienziato inglese aveva 
identificato  nel  fenomeno  della  rifrazione  prismatica,  a  cominciare  però  dal  violetto  (=do)  e 
aggiungendo in coda un colore intermedio (il porpora = do acuto) destinato a realizzare l'ottava e a 
suggerire l'idea di una sua interazione ( il porpora “apre” il rosso al violetto). Il perfezionamento del 
modello andò di pari passo con una critica della concezione di Newton: nelle Nouvelles expériences  
d'optique et d'acoustique (1735). Castel prospettò una gamma di dodici colori corrispondenti ai 
semitoni compresi nell'ottava. Nella sequenza fece in modo che il passaggio tra una nota e un'altra  
fosse cromaticamente possibile: blu, céladon (verde pallido o terra verde di Verona), verde, verde 
oliva, giallo, aurora, arancione, rosso, cremisi, violetto, agata (violetto bluastro), blu violant (blu 
grigio). Con l'applicazione simultanea di una scala di valori di chiaroscuro, il sistema risulta esteso 
a più ottave, assicurando il principio della ciclicità (ogni ottava ha gli stessi colori ma via via più 
chiari). 
Nel  passaggio  è  in  gioco  la  differenza  fra  sintesi  additiva  e  sintesi  sottrattiva;  ma  la  scienza 
dell'epoca non aveva spiegato un modo coerente questa distinzione e Castel era convinto di poter 
individuare  un  nuovo modo  di  interpretare  il  fenomeno nel  suo  complesso.  Più  in  particolare,  
l'esame delle tecniche di colorazione lo indusse a credere che tutti i colori fossero il risultato della  
combinazione di tre (e non sette) colori fondamentali: blu, rosso e giallo (mentre il passaggio verso 
il bianco e verso il nero rimane una possibilità  implicita in ogni colore). Un'autorevole conferma di 
questo  sistema  Castel  ritenne  di  trovarla,  oltre  che  nel  presunto  riscontro  sperimentale  (la 
realizzazione  tecnica  dello  strumento),  nella  corrispondenza  con  un  altro  sistema:  la  teoria 
dell'armonia  di  Rameau19.  Proprio  in  quegli  anni,  il  musicista  stava  redigendo  come  il  basso 
fondamentale ha un riscontro nel fenomeno dei suoni armonici. E aveva consegnato a Castel parti di 
18 In riferimento a : Louis-Bertrand Castel - “Ocular Harpsicord”, L´Optique des Couleurs,  Paris 1740
19 Rameau ⟨ramó , ⟩ Jean-Philippe. - Musicista (Digione 1683 - Parigi 1764). Considerato come un teorico illustre e un 
abile organista, autodidatta, R. fu attivo in diverse località francesi ma soprattutto a Parigi (dal 1706-09 e dal 1723  
alla  morte).  Autore  di  numerose  composizioni  per  clavicembalo,  si  dedicò  alla  carriera  teatrale  solo dal  1733,  
coltivando principalmente, con circa 30 lavori. Il suo Traité de l'harmonie reduite à ses principes naturels, uno degli 
scritti  teorici  più  importanti  del  Settecento,  segnò  la  nascita  della  moderna  teoria  dell'armonia.  Encicloperdia  
Treccani.it  Beta.  Nella sua teoria  ha il  grande merito storico di  aver  sistematizzato l'armonia tonale,  attraverso 
l'indagine della struttura fisico-matematica del suono e con la fondazione del sistema stesso nella naturalità del  
fenomeno  sonoro.  Partendo  dalla  distinzione  tra  suono  e  rumore,  (ovvero  da  tutto  ciò  che  dà  un'impressione 
composta, determinata dalla presenza, all'interno del suono fondamentale, dei relativi armonici, e da ciò che ne dà 
una semplice.) calcolò le proporzioni matematiche riscontrate negli armonici prodotti da un corpo sonoro messo in 
risonanza. In Jean-Philippe Rameau, Observations sur notre instinct pour la musique, in Musique raisonnée, op. cit., 
pp. 153 -155.
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Concerto per musica cromatica

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Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Campolese
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Architettura
  Corso: Disegno industriale
  Relatore: Giorgio Verdiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 201

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