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Congedo di maternità e paternità, congedi parentali e strategie di conciliazione

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Anteprima della tesi: Congedo di maternità e paternità, congedi parentali e strategie di conciliazione, Pagina 4
gestante e del nascituro. Dunque, è una doppia certificazione: una del medico specialista a garanzia 
dell’imparzialità della visita e della attestazione e una del medico competente a garanzia della 
correttezza della certificazione in relazione alla conoscenza dell’ambiente e delle condizioni di 
lavoro in cui la lavoratrice gestante svolge la propria prestazione. 
 
1.2 Dall’astensione facoltativa della lavoratrice madre ai congedi parentali 
Il destinatario naturale della disciplina contenuta nell’originaria formulazione dell’art. 7 della legge 
30 dicembre 1971, n. 1204, era senza dubbio la lavoratrice, madre biologica. Si prevedeva che la 
prestatrice d’opera avesse diritto di assentarsi dal lavoro, una volta trascorso il periodo di astensione 
obbligatoria, per un periodo di sei mesi entro il primo anno di vita del bambino. Durante tale 
periodo, la lavoratrice aveva diritto alla conservazione del posto e alla corresponsione di 
un’indennità pari al 30% della retribuzione. Il diritto era esercitabile dandone semplicemente 
comunicazione al datore di lavoro e all’istituto assicuratore eventualmente tenuto al versamento 
della relativa indennità, senza nessun’altra formalità. Il periodo di astensione poteva essere goduto 
indifferentemente in un’unica soluzione oppure frazionato nel tempo, purché la modalità prescelta 
fosse comunicata all’imprenditore per consentirgli di organizzare la propria attività.  
Successivamente, questo diritto fu esteso anche alle lavoratrici adottive o affidatarie e ai lavoratori 
padri biologici o adottivi/affidatari. Le prime avevano diritto ad assentarsi dal lavoro per sei mesi 
entro il primo anno dall’effettivo ingresso del bambino in famiglia a condizione che il minore non 
avesse superato i tre anni di età, previa comunicazione al datore di lavoro della volontà di astenersi 
dalla prestazione e dietro presentazione di documentazione attestante l’introduzione in famiglia del 
minore e l’età di questi.  
Per quanto riguarda i lavoratori padri, questi avevano il diritto di assentarsi dal lavoro solamente in 
alternativa alla madre che vi avesse espressamente rinunciato, o nel caso in cui il figlio fosse stato 
loro affidato in via esclusiva.  
La rivisitazione quasi totale della disciplina dell’istituto dell’astensione facoltativa è la novità 
principale introdotta dalla legge 8 Marzo 2000, n. 53. Qui il Legislatore alla locuzione «astensione 
facoltativa» sostituisce quella di «congedo parentale»
6
 giungendo a dare effettività al principio della 
parità sostanziale fra uomo e donna all’interno delle mura domestiche e consentendo ad entrambi i 
                                                           
6
 Direttiva 96/34/CE del 6 Giugno 1996 di recezione dell’Accordo quadro sul congedo parentale concluso dall’UNICE, 
dal CEEP e dalla CES. Si veda in particolare la clausola 2 rubricata “Congedo parentale” 
7

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Congedo di maternità e paternità, congedi parentali e strategie di conciliazione

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Informazioni tesi

  Autore: Perla Colzi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Claudia Faleri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 41

FAQ

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