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Consenso e rifiuto informati al trattamento medico

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Anteprima della tesi: Consenso e rifiuto informati al trattamento medico, Pagina 5
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dagli anni Novanta, quando vengono emanate norme, in specifici settori della medicina, 
dove si afferma l’essenzialità del consenso informato anche in occasione di interventi o 
terapie di per sé non particolarmente pericolosi. La legge 4 maggio 1990 n. 107, sulla 
“Disciplina per le attività trasfusionali relative al sangue umano e ai suoi componenti 
per la produzione di emoderivati”, definisce le trasfusioni come pratiche rischiose, per 
cui è indispensabile il consenso informato del ricevente
3
.  
In attuazione della legge n. 107 del 1990 è stato poi emanato il D.M. Sanità del 15 
gennaio 1991, il cui art. 26 stabilisce che “il consenso del candidato donatore deve 
essere dato per iscritto dopo che la procedura è stata spiegata in modo comprensibile 
per il donatore, ponendolo in condizioni di fare domande ed eventualmente rifiutare il 
consenso”.  
Una ulteriore conferma a livello normativo è data dalla legge n. 135 del 1990, sul 
“Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS”, che 
all’articolo 5 stabilisce: “nessuno può essere sottoposto, senza il suo consenso, ad 
analisi tendenti ad accertare l’infezione da HIV se non per motivi di necessità clinica 
nel suo interesse”; in altri termini, l’effettuazione del test senza il consenso del paziente 
è consentita solo ove l’esigenza di conoscere lo stato di positività all’HIV si renda 
necessaria clinicamente, e cioè al fine della terapia in atto o da intraprendere, a 
beneficio del paziente stesso, e quando sia terapeuticamente necessario evitare la 
richiesta del consenso. 
L’obbligo del consenso informato è previsto anche dalla normativa in tema di 
sperimentazione clinica: si vedano, in particolare, il decreto-legge del 17 febbraio 1998, 
n. 23 (“Disposizioni urgenti in materia di sperimentazioni cliniche in campo oncologico 
e altre misure in materia sanitaria”), e il decreto-legge 26 maggio 1990, n. 186 
(“Disposizioni urgenti per l’erogazione gratuita di medicinali antitumorali in corso di 
sperimentazione clinica”), oltre che il decreto ministeriale del 6 novembre 1998, sulla 
composizione e determinazione delle funzioni del Comitato Etico Nazionale per le 
sperimentazioni cliniche dei medicinali. 
Il legislatore dell’inizio degli anni Novanta, quindi, ha riconosciuto nel consenso del 
                                                           
3
 L’art. 3 della legge 1990, n. 107 stabilisce che “per donazioni di sangue e di emocomponenti si intende l’offerta 
gratuita di sangue intero o plasma, o piastrine, o leucociti, previo il consenso informato e la verifica della idoneità 
fisica del donatore”. Peraltro la legge del 107 del 1990 è stata di recente abrogata e sostituita dalla l. n. 219 del 2005 
(“Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati”), nel cui art. 3 il 
riferimento al consenso è rimasto inalterato.

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Valerio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angelo Carmona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 246

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