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Conservazione e impianti; per un approfondimento della conservazione della componente impiantistica nel patrimonio esistente

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Anteprima della tesi: Conservazione e impianti; per un approfondimento della conservazione della componente impiantistica nel patrimonio esistente, Pagina 13
Impianto idrosanitario  le soluzioni del XIX° sec. 
 
10
In un testo sugli acquedotti, del 1928
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, vengono elencati i materiali costituenti le 
tubazioni di condotta, alcuni di essi vengono usati anche nella rete di distribuzione 
interna dell’edificio.  
Si hanno tubazioni in legno per le condotte di montagna , solitamente legno di conifere 
lasciato macerare per 5 o 6 anni, di lunghezza 4 m. Ha una durata massima di 3-4 anni e 
si macera facilmente anche ricorrendo all’imbizione nel catrame per aumentarne la 
durata, in quanto il passaggio dell’acqua e il ristagno favoriscono il formasi di alghe e 
batteri, sono poco usate . 
Le tubazioni in terracotta o grès ceramico vengono usate per i lavori di drenaggio ma 
poco si prestano per le condotte in pressione di acqua potabile per il costo e per la 
fragilità del materiale. 
I tubi in cemento sono i più diffusi per le condotte in pressione, lunghi 1metro e dal 
diametro da 0,05 a 1m. vengono giuntati introducendo la testa conica di un tubo 
nell’altro e coperti da una colata di malta liquida. Essendo rigidi vengono usati in terreni 
poco cedevoli 
Le tubazioni in cemento armato hanno le stesse caratteristiche d’impiego dei tubi di 
cemento ma con la possibilità di avere condotte di grande diametro. 
Le tubazioni in Eternit (5/6 cemento e 1/6 amianto) vengono prodotte in tubi di 
lunghezza 3m. e diametro da 100mm a 1000mm; più leggeri del cemento vengono usati 
in terreni che possono presentare lievi cedimenti; le giunture vengono fatte con il 
sistema Gibault: manicotto in ghisa svasato unito da bulloni con una guarnizione in 
gomma. 
Le tubazioni in ghisa, ottenute per stampaggio vengono usate per la distribuzione agli 
edifici, hanno una resistenza al carico di rottura maggiore rispetto ai precedenti 
materiali ed i giunti (a bicchiere o a flangia o ad anello) hanno una tenuta maggiore 
nelle condotte a forte pressione.
15
  
Simili alle tubazioni in ghisa quelle in ferro e in acciaio (ottenute per trafilazione) 
offrono maggiori diametri e resistenze a pressioni maggiori, vengono protetti 
dall’attacco della ruggine mediante asfaltatura a caldo. 
Le tubazioni in piombo per acquedotti erano già usate dai romani , in questo periodo 
vengono usate por le diramazioni all’interno delle abitazioni e anche in questo campo di 
applicazione (questo a partire dal primo dopoguerra) incominciano ad essere sostituiti 
con tubi in ferro zincato. 
Invenzione recente (anni ’20) sono i tubi in acciaio laminato, prodotti con il processo 
Mannesman offrono tenuta a pressioni elevate grazie al sistema di congiunzione a 
bicchiere o flangia con giunto in caucciù. 
Questi materiali sono usati per gli acquedotti ed alcuni anche per la rete di tubazione 
interna dell’edificio, subiranno innovazioni o abbandono,  ma di se ne parlerà nella 
parte dedicata alle condutture. Nella costruzione di edifici l’attacco all’acquedotto 
cittadino avviene mediante sistemi diversi  (a contatore, a lente idrometrica,...) descritti 
nella parte inerente la somministrazione e distribuzione delle reti interne; a seconda del 
tipo di “attacco” e distribuzione planimetrica dell’edificio, corrispondono differenti tipi 
di reti e serbatoi. 
L’acquedotto è fonte di approvvigionamento dell’acqua solo per abitati numerosi e le 
grandi città, mentre per gli abitati minori, rurali o sparsi, si usano i sistemi di provvista e 
raccolta acqua sopra descritti; alcuni di questi continuano ad essere usati in aggiunta 
all’acquedotto. 
                                                 
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 da C.Mistrangelo ”Provvista e distribuzione dei acqua potabile”, Milano, Hoepli, 1928 
15
 Tabelle e dati tecnici si possono trovare da pg 352 a pg358 del libro di C.Mistrangelo ”Provvista e 
distribuzione dei acqua potabile”, Milano, Hoepli, 1928 
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Informazioni tesi

  Autore: Kristian Fabbri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Dezzibardeschi Marco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 432

FAQ

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Parole chiave

conservazione impianti
fisica tecnica ambientale
impiantistica
recupero impianti
restauro impianti
sostenibilità

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