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Contatto e riduzione del pregiudizio: il caso delle persone con disabilità mentale

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compromissione del sistema sensomotorio. Uno sviluppo adeguato può verificarsi in un 
ambiente altamente specializzato, con assistenza e supervisione costanti, e soprattutto grazie 
ad  una relazione positiva e personalizzata con la figura di riferimento. Lo sviluppo motorio, 
le capacità comunicative e sociali possono essere potenziate qualora venga fornito loro un 
supporto efficace; questi soggetti possono infatti svolgere compiti semplici in ambienti 
altamente controllati e protetti.   
Come già precedentemente affermato il Ritardo Mentale è diagnosticabile attraverso la 
misurazione del quoziente intellettivo, mediante una divisione tra Età Mentale ed Età 
Cronologica e moltiplicando il risultato per 100. Mentre la seconda è l’età effettiva del 
soggetto, la prima viene attribuita dopo la risoluzione di problemi affrontati con esito positivo 
da soggetti coetanei. 
Le ricerche indicano una prevalenza di persone affette da Ritardo Mentale nella 
popolazione generale compresa tra 1 e 3%. Ciò significa che, in un paese come l’Italia, 
rientra in questa categorie un numero di persone compreso tra 500.000 e 1.500.000.
Il modo in cui le società industrializzate hanno affrontato il tema dell’assistenza a 
queste persone è variato nel tempo. Uno specialista autorevole (Boekhoff, 1996) ha suggerito 
la possibilità di raccontare la storia di questi modelli assistenziali assumendo come chiave di 
lettura il tipo di status che la società ha, di volta in volta, assegnato a queste persone.
In un primo periodo, che inizia storicamente alla fine dell’Ottocento, la persona con 
Ritardo Mentale si vede assegnare lo status di “malato” e l’assistenza che le è rivolta ha la 
stessa logica della terapia medica: guarire il Ritardo Mentale, così come i disturbi associati, in 
Istituzioni apposite come ospedali (modello medico dell’assistenza).
In un secondo periodo, che inizia storicamente alla fine degli anni Cinquanta, la 
persona con Ritardo Mentale si vede assegnato lo status di “scolaro” e l’assistenza si focalizza 
sul tema dell’apprendimento declinato secondo la regola ”gli specialisti  sanno ciò che per 
questa persona è utile imparare”(modello pedagogico dell’assistenza).
Nel periodo attuale, il cui esordio si può far risalire a pochi decenni fa, la persona con 
Ritardo Mentale si vede assegnato lo status di “cittadino” e l’assistenza si assume il compito 
di ascoltarla nell’espressione dei suoi desideri oltre che di accompagnarla nella realizzazione 
dei suoi diritti (non esiste, quindi, un modello specifico di assistenza).
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Informazioni tesi

  Autore: Ileana Cerasari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Aberto Voci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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psicologia
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