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Cybercrime. Analisi empirica e normativa dei reati informatici. La cooperazione internazionale.

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Anteprima della tesi: Cybercrime. Analisi empirica e normativa dei reati informatici. La cooperazione internazionale., Pagina 12
bloccati evitando di aprire il file infetto, i worm entrano nei dispositivi informatici in modo 
invisibile, sfruttando le falle (cd. bugs ) nei sistemi operativi o nei programmi anti-virus, e si 
riproducono spontaneamente negli archivi elettronici del sistema attaccato 31
. 
Dopo l'auto-replicazione, le nuove copie di worm andranno ad attaccare tutti i computer 
connessi al dispositivo infetto, secondo due modalità alternative: o inviando loro messaggi 
automatici di posta elettronica con allegato il worm , oppure sfruttando falle simili a quelle 
nel sistema informatico infetto 32
.
Gli efetti di un programma worm diferiscono in parte da quelli di un virus: se quest'ultimo 
ha come scopo necessario la cancellazione della memoria elettronica o il malfunzionamento 
delle applicazioni, per un worm questo efetto è soltanto eventuale. Il primo obiettivo dei 
worm è infatti “bucare” le barriere di sicurezza di un dispositivo, per consentire in un 
secondo momento l'installazione di altri programmi dannosi. Questo non deve portare a 
ritenere che i worm di per sé siano sofware innocui o, al massimo, fastidiosi: il loro processo 
di auto-riproduzione impiega le risorse del computer attaccato, fino a impedire il normale 
funzionamento dei programmi di prevenzione e diagnostica contro il malware. 
Peraltro, la fase successiva di difusione produce sovente una mole gigantesca di e-mail 
indesiderate, in grado di saturare le caselle di posta elettronica dei destinatari o, nei casi più 
gravi, di sovraccaricare il computer server. Non mancano, infine, worm a scopo 
esclusivamente distruttivo, che causano danni irreversibili all'archivio elettronico o al sistema 
operativo, analogamente ai virus informatici
33
.
Devono essere tenuti distinti dai worm altri due tipi di programmi dannosi , i trojan e le 
backdoor, che non di rado aggrediscono congiuntamente il dispositivo bersaglio, tramite un 
meccanismo a scatole cinesi: il programma worm interviene per primo, poiché è in grado di 
superare le misure di protezione e di installarsi autonomamente nella memoria elettronica 
del computer; all'interno del worm può trovarsi un trojan, che a sua volta include delle 
backdoor . 
Andando per ordine, i trojan prendono il loro nome dal Cavallo di Troia, in quanto essi sono 
sempre contenuti in un programma apparentemente inofensivo. 
Mentre i worm si difondono automaticamente, i trojan hanno bisogno di un'azione diretta 
da parte della vittima e per questo motivo sono spesso nascosti all'interno di programmi 
condivisi tra gli utenti, primi fra tutti i videogiochi su Internet 34
. In alternativa, i trojan 
vengono trasmessi inconsapevolmente, essendo veicolati da un worm. 
Gli efetti dannosi di un trojan sono diversi da quelli distruttivi o impeditivi propri di un virus 
informatico: di solito, il trojan sottrae in tutto o in parte il dominio della macchina al 
legittimo utilizzatore, per consentire all' hacker di intervenire sul sistema e sottrarre le 
informazioni in esso contenute senza che il titolare se ne accorga
35
. 
Negli ultimi dieci anni, inoltre, si è afermato un nuovo uso criminoso dei trojan : essi non 
sono più finalizzati al furto di dati digitali, bensì al controllo remoto dei dispositivi infetti, che 
31 Le definizioni di worm, trojan e backdoor sono descritte puntualmente in P ARODI C. - C ALICE A., 
Responsabilità penali e Internet. Le ipotesi di responsabilità penale nell'uso dell'informatica e della 
telematica, Milano, 2001, p. 55-59;
32 SIEBER U., Organised crime in Europe: the threat of cybercrime, cit., p. 110;
33 SALVADORI I., Hacking, cracking e nuove forme di attacco ai sistemi d’informazione, cit. , p. 349-350;
34 SARZANA DI S. I PPOLITO C., Informatica, Internet e diritto penale, Milano, II ed., 2003, p. 44-47;
35 ZICCARDI G., I virus informatici: aspetti tecnici e giuridici, in Ciber. Dir., 2001, fasc. 3-4, p. 353 s.;
16

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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Spinosa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Scuola Sup. di Studi Univ. e Perfezionamento S.Anna di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Tullio Padovani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

FAQ

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