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Da nido delle aquile a porta dei Balcani. Prospettive di sviluppo dell'Albania sulla strada dell'integrazione europea

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Anteprima della tesi: Da nido delle aquile a porta dei Balcani. Prospettive di sviluppo dell'Albania sulla strada dell'integrazione europea, Pagina 12
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che rappresenti, in qualità di delegazione albanese, gli interessi degli albanesi alla 
Conferenza di pace. 
Infine, il 25 dicembre 1918 tale congresso si riunisce a Durazzo, istituisce un 
governo provvisorio e nomina una delegazione per la partecipazione ai lavori di 
Versailles. Tuttavia, la delegazione non viene formalmente accreditata e la questione 
albanese viene affrontata come parte - e neanche la più importante - del più vasto 
problema degli equilibri in Adriatico. 
 
 
1.4. L’ascesa al potere di Zog 
 
Il 21 gennaio 1920 un’assemblea riunita a Lushnjë approva un nuovo statuto, 
istituisce un senato e proclama la volontà di combattere per salvaguardare l’integrità e 
l’indipendenza nazionale. L’assemblea istituisce al vertice un alto consiglio di reggenza, 
composto da quattro membri, e un esecutivo di sei membri, di cui Sulejman bey Delvina 
in qualità di primo ministro, Mehmet bey Konica ministro degli Esteri e Ahmet bey 
Mati Zogu ministro degli Interni. La capitale è trasferita a Tirana. Il nuovo governo 
dichiara la propria volontà di estendere la sovranità a tutto il paese, chiede 
l’allontanamento delle truppe d’occupazione e rifiuta ogni forma di protettorato.  
Il 2 agosto 1920 il governo italiano sigla con il governo Delvina (dimissionario nel 
novembre successivo) un accordo che lo impegna a tutelare l’indipendenza dell’Albania 
e a ritirare le truppe dal territorio, compreso quello di Valona (a difesa degli interessi 
strategici italiani rimane il possesso dell’isola di Saseno).  
 
L’avvio delle attività della Società delle Nazioni sembra dare aspettative migliori 
alle attese e alle speranze degli albanesi, che presentano la domanda di ammissione 
nell’ottobre del 1920 e pongono in tal modo il problema del riconoscimento del loro 
stato come sovrano e indipendente. La richiesta è accettata dall’Assemblea generale 
dell’organismo e, dunque, l’iter del riconoscimento internazionale sembra felicemente 
avviato. In realtà, a questo atto non corrisponde quello dei singoli stati, che non 
instaurano rapporti diplomatici con l’Albania. Dietro il mancato riconoscimento vi è 
l’atteggiamento di quegli stati che non considerano chiusa la questione albanese, nella 
quale si sta insinuando, accanto alle storiche controversie sul territorio, un elemento di 
carattere economico determinato da alcuni sondaggi geologici positivi che confermano 
la presenza di giacimenti petroliferi.  
Nel novembre 1921, su richiesta anglo-italiana, è convocata a Parigi una Conferenza 
degli ambasciatori di Francia, Gran Bretagna, Italia e Giappone. All’Italia è affidato il 
ruolo di garante dell’indipendenza dell’Albania in cambio dell’impegno da parte del 
governo italiano a non intralciare il lavoro delle società petrolifere britanniche sul 
territorio albanese.
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Gli strati sociali della popolazione più bassi non partecipano ancora al processo di 
aggregazione, infatti i contadini e i pastori rimangono ancorati alle forme tradizionali 
della vita politica e sociale. Alla vita politica attiva si dedicano i notabili e i 
maggiorenti, più attenti però agli interessi della propria tribù che a quelli dello stato. Tra 
le formazioni politiche che prendono vita in Albania, una di queste è capeggiata proprio 
dall’ex ministro degli Interni del governo Delvina, Ahmet bey Zogu, signore del Mati e 
rappresentante dei ricchi proprietari terrieri dell’Albania settentrionale, il quale non 
appena fu chiamato ad assumere la carica di primo ministro (24 dicembre 1922) decide 
di modificare il proprio nome in Zogu (o Zog), eliminando il nome turco Ahmed. 
                                                 
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 Ivi, pp. 106-112 
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Lecis
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Gianfranco Bottazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

FAQ

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