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Da nido delle aquile a porta dei Balcani. Prospettive di sviluppo dell'Albania sulla strada dell'integrazione europea

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Anteprima della tesi: Da nido delle aquile a porta dei Balcani. Prospettive di sviluppo dell'Albania sulla strada dell'integrazione europea, Pagina 9
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Gli albanesi erano consapevoli - come lo saranno in altre e successive epoche 
storiche e in contesti totalmente diversi - di rappresentare l’anello debole rispetto alle 
comunità etniche limitrofe (serbe, montenegrine, bulgare e greche), che avevano 
iniziato molto prima il loro processo di emancipazione nazionale, ed è proprio la 
relativa debolezza albanese che giustifica la fedeltà di lungo periodo al sultano e spiega 
anche le future scelte politiche della sua classe dirigente.
32
 
 
 
1.2. La costituzione del principato d’Albania 
 
Il declino dell’Impero ottomano, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, mobilita le 
Grandi Potenze europee (Germania, Austria, Francia, Gran Bretagna, Italia e Russia), 
preoccupate che un’eventuale occupazione straniera dell’Albania possa cambiare a loro 
sfavore gli equilibri in Adriatico. In particolare, il governo italiano attua una politica di 
intervento tesa a difendere l’integrità territoriale albanese, perché una possibile 
spartizione dell’Albania tra le altre Grandi Potenze avrebbe reso la penisola vulnerabile 
agli attacchi provenienti dalla sponda orientale. Tuttavia, la politica italiana non è mossa 
soltanto da motivazioni strategiche a fini difensivi, ma anche dagli interessi dei nascenti 
gruppi imprenditoriali italiani, desiderosi di una maggiore penetrazione economica 
sull’altra sponda adriatica. L’istituzione di scuole italiane finanziata dal Regno d’Italia 
contribuisce all’ulteriore diffusione della lingua italiana, che già costituiva una sorta di 
lingua franca in tutto il litorale balcanico, favorendo l’agognata penetrazione 
commerciale.
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Dal canto suo, l’Austria-Ungheria approfitta della crisi dell’Impero annettendo 
immediatamente la Bosnia e l’Erzegovina, suoi protettorati dal 1878, sollevando però le 
rimostranze serbe e, soprattutto, russe.  
Anche i leaders albanesi avvertono che ormai è arrivata l’ora dell’indipendenza 
dall’Impero e nel 1911 si riuniscono in Montenegro adottando un memorandum in 
dodici punti, con il quale chiedono a Istanbul di riconoscere al proprio popolo la 
nazionalità, l’autogoverno e l’insegnamento della lingua e della cultura albanese nelle 
scuole. Nel frattempo, infatti, anche tra gli albanesi è cresciuto e si è consolidato un 
movimento di identità nazionale, favorito anche dall’aiuto e dall’esperienza degli 
albanesi della diaspora, in particolare quelli delle comunità albanesi in Italia, che hanno 
partecipato a pieno titolo e con particolare dedizione al Risorgimento italiano e alla 
costituzione del nuovo stato unitario.
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Nello stesso anno, l’Impero ottomano subisce un altro duro colpo proprio ad opera 
dell’Italia. A seguito della campagna italiana di Libia, infatti, tra i due paesi scoppia una 
guerra in Tripolitania, dalla quale i turchi escono sconfitti e ulteriormente ridimensionati 
nel territorio e nel prestigio. 
Nel 1912 una coalizione tra Serbia, Grecia, Bulgaria e Montenegro, già proclamatisi 
indipendenti, muove finalmente guerra contro l’Impero, sconfiggendolo in pochi mesi. 
La conclusione di questa prima guerra balcanica vede, quindi, rinforzarsi ed estendersi i 
giovani stati balcanici di Serbia, Bulgaria e Grecia, nonché la nascita del principato di 
Albania, fortemente voluto sia dall’Austria che dall’Italia per togliere ai serbi qualunque 
possibilità di sbocco sul mare e per evitare che la Grecia controlli il Canale di Otranto.  
Il 28 novembre 1912, dunque, viene proclamata a Valona, dopo duemila anni di 
dominazioni straniere, l’indipendenza dell’Albania, ufficialmente riconosciuta il 30 
maggio 1913 dal trattato di Londra. Il trattato disegna grossomodo i confini attuali 
dell’Albania politica, confini che escludono dal nuovo stato gli albanesi residenti nella 
                                                 
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 Ivi, p. 78 
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 Ivi, pp. 36-39  
34
 Ivi, p. 76 

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Lecis
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Gianfranco Bottazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

FAQ

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