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Dall’offline all’online: analisi dei nuovi media digitali, con particolare riferimento alla webradiotelevisione dell’Università di Pavia

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Anteprima della tesi: Dall’offline all’online: analisi dei nuovi media digitali, con particolare riferimento alla webradiotelevisione dell’Università di Pavia, Pagina 12
2. Le tecnologie di Internet 
 
2.1 Lo streaming video  
2.1.1 Gli inizi: l’era del digitale (terrestre) 
 
La televisione digitale può essere trasmessa via satellite, via cavo a fibre ottiche o per via 
terrestre. Ognuno di questi sistemi offre specifici vantaggi e limiti. Visti gli ambiti che 
riguardano questo mio lavoro, mi concentrerò sulla tecnologia che riguarda il terrestre.
20
 
Il connubio tra televisione e Internet avrebbe dovuto portare, entro il 2006, al 
passaggio definitivo dal sistema analogico a quello digitale. Oggi, nel 2009, la 
“rivoluzione” non c’è ancora stata; o meglio, c’è stata ma solo in parte. Il digitale 
terrestre è stato introdotto ma la televisione analogica non è per nulla sparita. La 
televisione pubblica, e tutto ciò che ne concerne, avrebbe dovuto assumere la forma del 
digitale terrestre; atteso da quando Maurizio Gasparri (allora Ministro delle 
Comunicazioni) ne garantì la piena funzionalità entro il 2007, termine poi puntualmente 
rimandato di anno in anno. La data definitiva per il passaggio di consegna, se così 
possiamo chiamarlo, tra le due tecnologie è stata per ora spostata, dopo le recenti 
sperimentazioni in Sardegna e Valle d’Aosta, alla stagione televisiva 2011-2012.  
 La tecnologia digitale presuppone e comporta la formazione di un linguaggio 
comune a media diversi (che però si stanno assomigliando sempre più) quali televisione e 
computer. Tutto ciò ha in parte favorito quel matrimonio tra informatica e 
telecomunicazioni da cui avrebbe dovuto nascere (entro il già citato 2006) il nuovo 
apparecchio televisivo in grado di fare fronte allo sviluppo dei servizi interattivi. Il 
sistema digitale offre una serie di vantaggi rispetto all’analogico.
21
 Elencherò i tre 
principali: 
 
• Miglioramento quantitativo e qualitativo del servizio televisivo.  
Lo spazio occupato dal segnale digitale è otto volte inferiore a quello utilizzato 
dal segnale analogico. Questo è un “risparmio” che si traduce, a parità di numero 
di frequenze adoperate per le reti televisive analogiche, in un aumento del 
numero dei programmi o dei servizi ad essi correlati pari a quattro o cinque volte. 
                                                 
20
 La commissione europea per le telecomunicazioni dal 1993 ha varato il progetto Digital Video Broadcast 
(DVB), con lo scopo di definire degli standard comuni di ricezione e trasmissioni del segnale televisivo. 
 
21
 Per questa parte si veda la fonte: Pietro Favari, Televisione, Zanichelli, 2004, Milano. 
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Informazioni tesi

  Autore: Marco Vicario
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Facoltà di Economia-Giurisprudenza-Ingegneria-Lettere-Scienze Politiche
  Corso: Editoria e comunicazione multimediale
  Relatore: Marco Porta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

FAQ

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