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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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20 Per le femministe contemporanee (che si schierano contro l’uso del corpo femminile e contro il fenomeno che vede le donne ossessionate dall’aspetto esteriore) preoccuparsi dell’aspetto fisico e dei vestiti finisce per svilire le altre possibilità espressive della donna. Già alla fine del XVIII secolo quella che viene convenzionalmente indicata come la prima femminista, Mary Wollstonecraft 18 giudicava che un eccessivo interesse per gli ornamenti esteriori implicasse capacit{ intellettuali ridotte e un’inclinazione alla frivolezza (Kawamura, 2005, p. 20). La moda e i suoi simboli, quali il corpo della donna, vengono oggi diffusi nella società attraverso la pubblicità mediatica e attraverso le sfilate di moda. Il corpo della donna del XX secolo è molto magro, scheletrico ma la magrezza non è esclusiva degli anni recenti: gi{ nell’ 800 era attributo di eleganza nelle signore altolocate. Negli anni più lontani i greci, e più tardi le matrone romane, erano contrarie ad un aspetto massiccio. Da questo punto di vista diverse culture sono andate un tantino troppo in là nella loro reazione contro l’obesità. Sappiamo per esempio che gli antichi Greci invidiavano i loro predecessori, i Cretesi, che si diceva conoscessero una droga che permetteva loro di mangiare tutto quello che volevano e di restare magri. Tanto gli Spartani quanto gli Ateniesi avevano un atteggiamento intransigente nei confronti del grasso (Socrate danzava ogni mattina per tenersi in forma) ed è noto che le matrone romane dell’epoca imperiale accettavano di soffrire pur di rimanere sottili come giunchi. Ha scritto Montaigne che nel sedicesimo secolo, le donne per ottenere una carnagione pallida arrivavano fino al punto di inghiottire sabbia per rovinarsi lo stomaco (Vincent, 1979, p. 31). La bellezza fisica nella Grecia antica non aveva dei canoni precisi: bello è ciò che piace e che suscita ammirazione e appagamento dal punto di vista sensoriale in particolare per l’occhio e l’orecchio. Nel caso del corpo umano la bellezza è connotata soprattutto nell’anima e del carattere. Nel fisico la bellezza è basata sull’armonia e sulla simmetria delle varie parti del corpo; nel tempio di Delfi è espressa la bellezza greca nei quattro motti : “ Il più giusto è il più bello”, “Osserva il limite”, ”Odia la tracotanza”, “Nulla in eccesso”. Sono queste le quattro regole della bellezza greca concordi agli ideali di armonia e ordine del mondo contro il caos e la sfrenata infrazione di ogni regola del Dio Dioniso (Eco, 2004). 18 Mary Wollstonecraft è nota soprattutto per il suo libro A Vindication of the Rights of Woman, nel quale sostenne che le donne non sono inferiori per natura agli uomini, anche se la diversa educazione a loro riservata nella società le pone in una condizione di inferiorità e di subordinazione.
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Danza e anoressia. L'ipotesi di Claude Lorin.

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Informazioni tesi

  Autore: Barbara Bracci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Concetta Lo Iacono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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