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Delega alla ''mera ricognizione'' dei principi fondamentali

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Anteprima della tesi: Delega alla ''mera ricognizione'' dei principi fondamentali, Pagina 5
 5
La mancanza nella norma di una delle due caratteristiche rende impossibile 
ricomprenderla fra le norme principio. Questo contenuto creativo non è presente in ogni 
norma principio nella stessa misura, ma varia in base al rapporto che c’è tra la norma 
principio e le norme di dettaglio, e in relazione a come vengono definite 
costituzionalmente le competenze dello Stato e delle regioni
10
. 
 
I principi “generali” costituiscono il presupposto di tutto il diritto positivo.  
 
 
2. Le leggi cornice      
 
  Le leggi cornice sono leggi statali attraverso le quali lo Stato fissa i principi 
fondamentali nelle materie di competenza legislativa concorrente. 
 
Le “leggi cornice” o “leggi quadro” sono espressioni che indicano lo stesso fenomeno
11
, 
cambia solo l’origine: francese, o “loi-cadre” per le leggi quadro; tedesca, o 
“Rahmengesetz” per le leggi cornice. 
 
La previsione delle leggi cornice rientra nell’ambito di una forma di decentramento 
legislativo di tipo regionale, contemplata nella Costituzione del ‘48 in cui nelle materie 
di competenza delle regioni, elencate tassativamente nel vecchio art. 117, comma 1 
Cost., concorrono due fonti, quella statale chiamata a porre i principi fondamentali e 
quella regionale chiamata a porre le ulteriori norme di dettaglio. 
 
Si tratta della tecnica del riparto verticale delle competenze legislative in cui  due fonti 
s’incontrano sulla stessa materia. 
 
Il lungo dibattito all’interno del quale si discusse della necessità o meno delle leggi 
cornice ai fini dell’esercizio della competenza legislativa concorrente, ha portato le 
leggi quadro italiane a vedere la luce solo nel 1975
12
, cinque anni dopo l’elezione dei 
consigli regionali. 
 
Il legislatore ordinario, dopo aver adottato l’art. 9 della l. 62/1953, c.d. legge Scelba, 
secondo cui le leggi quadro dovevano necessariamente precedere l’esercizio della 
potestà legislativa da parte delle regioni, ha deciso, prima ancora che la Corte avesse 
modo di pronunciarsi sulla legittimità del medesimo articolo, di abrogarlo con l’art. 17, 
comma 4 della l. 281/1970 col quale ha disposto: “l’emanazione di norme legislative da 
parte delle regioni nelle materie stabilite dall’art. 117 della Costituzione si svolge nei 
limiti dei principi fondamentali quali risultano da leggi che espressamente li 
stabiliscono per le singole materie o quali si desumono dalle leggi vigenti”. 
 
Questa norma è stata giudicata costituzionalmente legittima dalla Corte Costituzionale 
con la sent. n. 39/1971, in quanto dettata da “esigenze di certezza nei rapporti tra Stato e 
regioni, di ordinato e coordinato svolgimento delle rispettive attribuzioni di necessaria 
                                                 
10
 V. GIOVENCO, Principi dell’ordinamento giuridico dello Stato e potestà legisl. delle Regioni, in Riv. 
trim. dir. pubbl., 1956, p. 456 ss.. 
11
 Cioè una ripartizione di competenza su una stessa materia fra due fonti, delle quali, una è abilitata a 
porre la disciplina più generale o di principio, mentre l’altra è abilitata a porre l’ulteriore disciplina ossia 
quella di dettaglio. 
12
 Si tratta delle leggi sull’edilizia scolastica l. 412/1975, e sulla ristrutturazione degli istituti 
zooprofilattici sperimentali l. 745/1975. 

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Informazioni tesi

  Autore: Gabriella Maria Piludu
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Elisabetta Sanna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

FAQ

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Parole chiave

art. 117 cost.
art. 76 cost.
attuazione del titolo v
commissione parlam. per le questioni regionali
conferenza stato regioni
decreti legislativi
delega legislativa
governo
l. 131/2003
l. cost. n. 3/2001
leggi cornice
leggi delega
leggi di principio
leggi quadro
legittimità della delega legisl.
materie di comp. ripartita
parlamento
poteri sostitutivi
potestà legislativa concorrente
principi e criteri direttivi
principi fondamentali della materia
regioni
riforma del titolo v
sent. 280/2004, corte cost.

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