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Democrazia e Statualità nei regimi in transizione: i casi di Israele e della Federazione Russa

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Anteprima della tesi: Democrazia e Statualità nei regimi in transizione: i casi di Israele e della Federazione Russa, Pagina 3
nuovi schemi esplicativi. Tra questi autori assumono particolare rilievo Linz 
(1996), Stepan (1996) e O'Donnell (1994). Essi sono tra i più autorevoli 
sostenitori dell'asserzione alla base della critica al paradigma: Non c'è 
democrazia senza Stato.
La prima parte del lavoro è consistita in un'analisi approfondita della letteratura 
su  democrazia e statualità, concetti alla base dell'intero ragionamento.  Sono 
stati quindi individuati i due autori che in modo più avanzato ed autorevole 
permettevano di sviluppare un framework esplicativo, rigoroso ed obiettivo. Uno 
strumento, in sintesi, per analizzare e misurare il posizionamento dinamico di 
un regime politico in transizione e permettere quindi analisi comparate.
Per quanto riguarda il grado di democrazia, inteso come l'entità con cui si 
manifesta una particolare configurazione del rapporto tra Stato e cittadini, è 
stato utilizzato lo studio di Charles Tilly (2009). Egli ha individuato quattro 
variabili che definiscono la democraticità di un regime, ossia: ampiezza, 
uguaglianza, protezione e consultazione mutuamente vincolante nel rapporto 
tra le due entità. Egli ha inoltre spiegato come misurare queste variabili 
servendosi, previo adattamento, delle scale di valutazione pubblicate 
annualmente da Freedom House. In breve, la dimensione democratica,  definita 
dall'intensità con cui le quattro variabili si presentano, viene misurata con i valori 
assegnati annualmente da Freedom House, ed è scandita dalla soglia minima 
definita dai requisiti formali che, secondo Morlino (2003), deve rispettare un 
regime per essere identificato come democrazia.
La seconda dimensione, ovvero la statualità, è stata trattata seguendo il 
percorso di studio intrapreso da Joel S. Migdal (2001). La maggior parte dei 
critici del paradigma della transizione ha trattato solo parzialmente il concetto di 
statualità, probabilmente perché preoccupata principalmente di dimostrare la 
validità dello schema a due dimensioni che avevano introdotto. Il contributo di 
Migdal, con il quale vi è stato un utile incontro e colloquio, è di particolare 
interesse. Il suo approccio state-in-society suggerisce di studiare lo Stato 
inserendolo nel contesto di cui è parte integrante: la società. La statualità di cui 
parla lo studioso è misurabile valutando il grado di controllo che un attore 
sociale, come lo Stato appunto, esercita all'interno dell'ambiente che lo 
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Informazioni tesi

  Autore: Carlo Alberto Tinelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Cooperazione Internazionale, Sviluppo e Diritti Umani
  Relatore: Angelo Panebianco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

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Parole chiave

israele
russia
democrazia
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