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Didattica dell'italiano a bambini stranieri: il progetto Laposs

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Alcuni di questi principi cognitivi vengono attivati dapprima per l’analisi del visivo. 
È per questo motivo, allora, che nella didattica della L2, si sceglie di adottare come 
input fondamentale, tutto ciò che riguarda l’immagine con lo scopo di richiamare e 
stimolare proprio quel sistema primario di ricezione e cognitivizzazione delle cose 
del mondo. Infatti, per poter fare didattica della lingua non bisogna tralasciare di 
interessare i tre principi “neurodidattici” che caratterizzano il modello di Danesi 
(1988): «la direzionalità, la formalizzazione, e l’affettività», i quali derivano dal 
concetto di «bimodalità neurologica». Questo, considera il funzionamento psichico 
umano come espressione dell’attività integrata dei due emisferi celebrali e non come 
espressione prevalente di un solo emisfero dominante (in genere quello sinistro). Per 
l’apprendimento linguistico, sono rilevanti tutti e due i modi di pensare: il verbale ed 
il non verbale. La considerazione del secondo è una recente teoria della didattica in 
generale, la quale aveva spesso trascurato il non verbale per concentrarsi soltanto 
sull’aspetto verbale. Avendo così preso coscienza della partecipazione dell’emisfero 
destro all’apprendimento verbale attraverso la prosodica, il contenuto emotivo e 
l’organizzazione di differenti elementi che compongono una conversazione, e 
dell’integrazione delle funzioni dei due emisferi nel processo di acquisizione 
linguistica, la glottodidattica non ha potuto più ignorare «la direzionalità 
neurologica», la quale nei casi in cui l’input linguistico è completamente nuovo deve 
procedere dall’emisfero destro a quello sinistro e cioè, dalle funzioni 
contestualizzanti e globalistiche dell’emisfero destro, nella fase in cui vengono 
generate le idee, a quelle sequenziali e organizzative dell’emisfero sinistro nella fase 
secondaria e formalizzante. Quindi, durante le prime fasi dell’insegnamento si 
motiva all’apprendimento coinvolgendo in maniera bimodale la dimensione affettiva, 
(come il piacere di comunicare in un’altra lingua, la curiosità di fronte ad una cultura 
diversa, che riguardano la modalità destra dell’emisfero) e quella logica (come i 
bisogni linguistici, professionali, esistenziali, che riguardano modalità sinistra 
dell’emisfero). Poi, si passerà a presentare il materiale in modo contestualizzato, 
sensoriale, ricco di connotazioni culturali (modalità destra dell’emisfero) per passare, 
infine, a formalizzare l’analisi con tecniche associate alla modalità sinistra 
(attraverso la proposta di esercizi strutturali, di riflessione sulla lingua, le spiegazioni 
di grammatica…) È chiaro, dunque, come gli insegnamenti formali interessino 
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Informazioni tesi

  Autore: Laura Bonasera
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Rosaria Sardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

FAQ

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