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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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Anteprima della tesi: Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica, Pagina 6
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che in queste nazioni è giornalista professionista "chi fa parte della redazione di 
un giornale ricavandone la maggior parte dei propri guadagni" ed esiste una 
Commissione che rilascia una tessera-stampa (decidendo l'iscrizione in un par-
ticolare albo), i cui membri sono nominati dal re. Ben diversa è la realtà france-
se, dove "l'esercizio della professione di giornalista è libero per tutti", e più an-
cora quella tedesca, in cui "chiunque può fregiarsi della qualifica e svolgere at-
tività giornalistica professionalmente, cioè traendone lucro; non è richiesto al-
cun tipo di studio né generale né specifico". Questo per restare in Europa. 
Se ci spostiamo negli Stati Uniti, emerge un elemento particolare che ren-
de del tutto originale, rispetto alle altre democrazie occidentali, il metodo ame-
ricano. Qui si privilegiano le scuole di giornalismo a qualsiasi altra forma di ac-
cesso alla professione (anche se si tratta di scuole da frequentare al termine di 
un ciclo di studi specifici di circa 8 anni). Ciò che colpisce è la sostanziale dif-
ferenza con un altro Paese anglosassone, quale, per tornare all'Europa, la Gran 
Bretagna, dove non solo non è richiesto alcun titolo di studio per diventare 
giornalista, ma non viene data alcuna importanza alla preparazione propedeuti-
ca. Comunque, per una dettagliata e diffusa esposizione su come si diventa 
giornalisti e quali norme regolano la professione nel mondo, rinviamo alla parte 
seconda del lavoro ed in particolare al primo paragrafo. 
Meritano, invece, di essere approfonditi i soggetti dell'attività giornalisti-
ca. La figura primaria è costituita dal "direttore" che è responsabile delle notizie 
pubblicate e risponde degli eventuali reati
3
. Ogni organo di informazione deve 
contenere l'indicazione del direttore responsabile ai sensi degli articoli 3, 4 e 5 
della legge sulla stampa 8 febbraio 1948, n. 47, dell'articolo 7 della legge 14 a-
prile 1975, n. 103 e dell'articolo 10 della legge 6 agosto 1990, n. 223. Egli non 
solo ha la direzione tecnica del mezzo d'informazione di cui è a capo, ma anche 
quella ideologica tanto nei rapporti con l'editore, del quale deve sempre rispetta-
re la linea, quanto con la redazione e con i lettori verso i quali è il diretto inter-
locutore. Il direttore ha il compito di dare le direttive per lo svolgimento dell'at-
tività quotidiana in generale e deve offrire un quadro obiettivo degli avvenimen-
ti. A lui spetta stabilire le mansioni dei redattori e fissarne, nei limiti previsti dal 
contratto collettivo nazionale della categoria, orari e compiti; propone le assun-
zioni e, per motivi professionali, i licenziamenti. Agisce in stretta collaborazio-
ne con un eventuale condirettore, il vicedirettore, il caporedattore ed in armonia 
con l'intero corpo redazionale. L'ultima parola, però, spetta a lui in ogni campo. 
Ad un così grande potere, la contrattazione collettiva (articolo 6 del vigente ac-
cordo) ha inteso, comunque, porre dei limiti (vedi nota numero 2). Affiancano il 
direttore, quali stretti collaboratori, come detto, il "condirettore" ed il "vicediret-
3.L'articolo 11 della legge sulla stampa 8 febbraio 1948, n. 47 si occupa della "responsabilità 
civile", stabilendo che "per i reati commessi con il mezzo della stampa sono civilmente responsa-
bili, in solido con gli autori del reato e fra di loro, il proprietario della pubblicazione e l'editore". 
Pur non essendo espressamente previsto dalla legge, si ritiene, però, che sia solidalmente respon-
sabile per i danni anche il direttore il quale, del resto, risponde di reato, in concorso con l'arti-
colista, quando ha voluto al cento per cento la pubblicazione dell'articolo, per esempio diffamato-
rio, ovvero quando omette, a titolo colposo, il controllo sul contenuto del periodico da lui diretto 
per impedire che con la pubblicazione siano commessi reati, ai sensi dell'articolo 57 del codice 
penale (vedi anche gli articoli 57 bis, 58 e 58 bis dello stesso codice). 

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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Mariani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guido Alpa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 319

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