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Disparità di trattamento in corsia, una ricerca

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La società italiana, come si è trasformata nel frattempo? È fondamentale capire in che modo i 
migranti si sono inseriti nella nostra Società, e come si è impostata la convivenza, in quanto, come 
affermano studiosi del calibro di Ambrosini (2005) e Mara Tognetti Bordogna (2004), questo 
fenomeno è uno dei cambiamenti socio demografici più significativi nella nostra storia recente: 
milioni di persone sono arrivate o stanno arrivando in Italia, in larga maggioranza per lavorare e 
quindi contribuire allo sviluppo del Paese, la cui popolazione sta attraversando, dal punto di vista 
demografico, un massiccio processo di invecchiamento della popolazione e diminuzione della 
fecondità. 
Per misurare il grado di convivenza, inteso come integrazione all’interno della società italiana da 
parte dei migranti, la Consulta Nazionale Economia e Lavoro, insieme a IDOS ha elaborato, un 
indice ad hoc, e dal settembre 2006 coordina il progetto M.I.T.I.- Migrants’ Integration Territorial 
Index, finanziato dalla Commissione Europea con i fondi del programma comunitario INTI per 
l’integrazione dei cittadini dei Paesi Terzi, che conosce il coinvolgimento come partner di altri 
quattro Paesi UE (Francia, Portogallo, Regno Unito e Spagna). La finalità del progetto è di condurre 
uno studio comparativo del grado di integrazione socio-lavorativa degli immigrati non comunitari 
nei diversi paesi partner a livello territoriale (regioni e focus su un’area metropolitana significativa) 
e con approfondimenti specifici sui gruppi nazionali più rappresentativi in ciascun paese,utilizzando 
una griglia comune di indicatori statistici, opportunamente organizzati in indici, in grado di 
misurare le potenzialità di inserimento proprie di ogni contesto territoriale analizzato.1 
Secondo queste ricerche, sembrerebbe che le Regioni più “virtuose” sotto questo punto di vista 
siano, in ordine di punteggio, la Lombardia, il Veneto e il Trentino Alto Adige;  si potrebbe 
obbiettare che la grandezza misurata riguarda la “polarizzazione”, cioè l’attrattività (da un punto di 
vista quantitativo) di un territorio, e non l’integrazione, che è di per sé un oggetto di studio dai 
confini molto ambigui, ma  questo lavoro di tesi non è la sede adatta per approfondire questa 
interessante e complessa tematica. In questa introduzione alla tesi, propongo un’analisi sui processi 
migratori in Italia di tipo diverso, e molto meno ambizioso: una semplice analisi quali-quantitativa, 
riguardo alcuni dei più rilevanti frameworks che possono interessare la vita di un migrante, 
seguendo la falsa riga del manuale di sociologi dell’immigrazione di Ambrosini:  
 il lavoro; 
  la situazione abitativa; 
  le seconde generazioni e la scuola; 
  l’accesso ai Servizi sociali e sanitari; 
  la partecipazione alla vita pubblica. 
                                               
1
 Tratto dal sito http://www.dossierimmigrazione.it/miti.htm.  

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Informazioni tesi

  Autore: Luca Fossarello
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Programmazione dei servizi e delle politiche sociali
  Relatore: Franco Prina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

FAQ

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Parole chiave

accessibilità
antropologia della salute
barriere di accesso
disuguaglianze di salute
immigrazione
intercultura
mediazione culturale
mediazione linguistica
multiculturalismo
salute
servizi sanitari
sociologia della salute

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