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Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Necessità di un ambiente ''abilitante''

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Anteprima della tesi: Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Necessità di un ambiente ''abilitante'', Pagina 4
5 
 
CAPITOLO 1 
I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO 
 
 
L’attenzione verso i DSA cresce di giorno in giorno, proprio come il numero dei 
soggetti a cui vengono diagnosticati. Alcuni (come Hallahan, 1992) ritengono che 
questo aumento sia giustificato da una maggiore conoscenza e sensibilità verso queste 
disabilità. La maggior parte degli autori, invece, sostiene che l’aumento sia dovuto a 
“falsi positivi”, ossia soggetti che in realtà presentano menomazioni a livello 
neurologico, o che sono deprivati dal punto di vista ambientale, ai quali, però, viene 
diagnosticato erroneamente tale disturbo (Hallahan e Mercer, 2001). 
In Italia la presenza dei DSA oscilla tra il 2,5 e il 3,5% della popolazione in età 
evolutiva, dato confermato dai primi risultati di una ricerca epidemiologica tuttora in 
corso sul territorio nazionale (Consensus Conference, 2010). 
Molti autori rilevano, inoltre, delle differenze di genere nella distribuzione dei DSA a 
sfavore dei maschi (4,5% contro il 3,5 delle femmine, Cornoldi, 1999). Nell’ICD-10
1
 
(1992) tale differenza è evidenziata nella definizione stessa dei DSA che conclude in 
questo modo: 
 
“Come per la maggior parte degli altri disturbi dello sviluppo, queste condizioni sono marcatamente più 
frequenti nei maschi”. 
 
Il DSM-IV-TR
2
 (2007), invece, sostiene che: 
 
“Il disturbo si manifesta in percentuale più bilanciata tra maschi e femmine quando si usa una 
valutazione diagnostica attenta e criteri rigorosi piuttosto che la segnalazione da parte della scuola e le 
procedure diagnostiche tradizionali”. 
 
Già da queste prime considerazioni si può notare come spesso sia difficile trovare 
accordo tra i vari studiosi che si occupano dei DSA. 
In letteratura, infatti, si possono trovare molte definizioni del disturbo stesso, ma non 
sempre sono coerenti tra loro, pertanto è difficile darne una univoca e chiara. 
                                                           
1
 ICD-10: Decima revisione della classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi psichici e 
comportamentali, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), 1992. 
2
 DSM-IV-TR: Manuale diagnostico dei disturbi mentali: Text revision, redatto dall’American 
Psychiatric Association (APA).
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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Cau
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Donatella Rita Petretto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

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