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Economia digitale e marketplace: le opportunità per il Made in Italy

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- 6 - e clienti. Per il marketplace si indagano gli elementi chiave, l’effetto e le conseguenze della disin- termediazione, l’economia di rete che si sostituisce all’economia di scala, i cambiamenti e le tra- sformazioni indotte nei negozi fisici e nei processi della logistica. Solamente qualche anno fa le prime aziende per capitalizzazione erano nei comparti petro- lifero e bancario, ora sono tutte aziende leader nel digitale e tra queste emergono le aziende che gestiscono le principali piattaforme di commercio elettronico. Tra i principali marketplace sono presi in esame Amazon, Alibaba, eBay, Rakuten, Za- lando, Groupon e Flipkart, e viene evidenziato il ruolo degli altri grandi protagonisti del digitale. La seconda parte approfondisce la relazione tra produzione del made in Italy e commercio elettronico. Attraverso lo studio dell’origine e del significato nel tempo del concetto di made in Italy si cerca di individuare il suo attuale utilizzo e la sua relativa importanza a livello internazionale. L’espressione inizia ad avere frequente utilizzo dagli anni Ottanta e si riferisce soprattutto ad al- cuni settori tipici, forti per eccellenza e specializzazione. Si riportano le posizioni di alcuni autori sull’uso allargato dell’espressione e sulla sua identificazione con il design in o con il concept in. La difficoltà nel determinare l’origine di un prodotto che contenga parti di provenienza estera viene superata attraverso il concetto di prevalenza, misura della percentuale di realizzazione nel paese. Il valore del made in Italy viene collegato al country effect, all’halo effect e all’effetto sin- tesi. Il fenomeno dell’etichetta made in viene esaminato a livello mondiale, ritrovando la noto- rietà del brand made in Italy posizionata tra i primi posti. Viene posta attenzione sulle categorie dei valori che sostengono il concetto di made in Italy, evidenziando a tal proposito la ricerca di un autore sull’Italian Factor. Il made in Italy ha registrato una buona crescita dopo gli sconvolgimenti provocati dalla globalizzazione. Ma l’apertura a molti nuovi mercati ha fatto aumentare le esigenze di tutela contro l’aggressiva concorrenza della contraffazione. È molto diffuso nel web l’utilizzo dell’italian soun- ding, evocazione di denominazioni geografiche, immagini e marchi italiani per promuovere pro- dotti non riconducibili all’Italia. Questa pratica diffusa è la forma più palese di concorrenza sleale nei confronti delle aziende italiane. La protezione del marchio e la difesa verso la concorrenza della contraffazione vengono attuate con azioni positive di informazione e ricorrendo alle disposizioni normative in materia di
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Economia digitale e marketplace: le opportunità per il Made in Italy

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Corradin
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Michela Matarazzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

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